Sul valore del tempo nel film ”La fanciulla dagli occhi verdi”

In prima visione a Roma oggi, Sabato, 24 settembre 2016, ore 18 – Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni 1 Roma (nell’ambito del Festival dei Giovani Talenti Rumeni, VI edizione) e Domenica, 25 settembre 2016, ore 13:00 – Teatro Lo Spazio, Roma, Via Locri 42 (presso il Cenacolo Letterario Romeno, XVIII edizione).  Il film, prodotto interamente a Iasi, Romania (2015, 90′ in lingua originale con sottotitoli), è tratto dal libro “Gaudeamus” di Mircea Eliade, lo storico delle religioni di origine romena (tradotto in italiano da Jaca Book, 304 pp., a cura di Roberto Scagno). Segue incontro con il regista e gli attori.

Sul valore del tempo nel film ”La fanciulla dagli occhi verdi”locandina_film_la-fanciulla-dagli-occhi-verdi_24_25_settembre_2016

 A cura di Nicolae Crețu, critico e storico letterario

         Tratto da ”Gaudeamus”, la seconda parte del ”Romanzo dell’adolescente miope”, romanzo della giovinezza di Mircea Eliade, il film ”La fanciulla dagli occhi verdi”,  diretto dal regista Mihai Mihăescu, è una scelta eccezionale, in cui è presentata la gioventù dello storico delle religioni di origine romena. Trasformata in opera di fantasia, trasferita nell’immaginario è appunto la gioventù dell’autore Eliade e del suo tempo; una generazione con grandi ambizioni e che diede al paese importanti personalità.

Se non fosse venuto il buio del comunismo quella generazione, rimanendo nel paese e non esiliandosi, avrebbe sollevato la Romania, in grado di competere con qualsiasi altra grande cultura europea o universale.

È una realtà che si nota molto sia alla lettura del libro, quanto ammirando il film; poiché  la selezione del testo per questo romanzo sceneggiato è stata fatta in modo molto intelligente. Ho verificato io stesso, paragonando  i dialoghi del film al testo integrale del romanzo. Trasmette  proprio l’essenziale. Tutto ciò che esprimeva il confronto di visione che ogni individuo fa del suo tempo. È, insomma, il problema eterno dell’uomo: Che cosa fai con la tua vita?!

         Il film non intende trasmettere agli spettatori una qualsiasi tesi o morale, ma la tensione di alcune domande: Come vivo, che faccio, con chi esco, con chi parlo?! Non vale la pena fermarsi accanto a chiunque! È realmente un problema di tempo e del valore del tempo! Esso, il tempo, non esiste che grazie all’uomo. L’uomo ha inventato il modo di misurarlo, perché è la sola creatura  consapevole della sua morte! E non vuole passare senza lasciare una traccia di sé nel mondo! Questo lo vediamo anche nel film. Prima di tutto, quello che accade al protagonista, il personaggio chiamato Mircea, il cui modello è senza dubbio il giovane Mircea Eliade. E’ l’oscillazione tra due amori. Le due fanciulle del film sono due ipostasi della femminilità, complementari e non opposte. Sono i due versanti della femminilità! Con una il protagonista appare in una sequenza amorosa, girata in modo assai forte; però nello spirito del romanzo, che rispecchia inclusivamente la durezza di queste scene. E qui vorrei precisare che Mircea Eliade fu uno degli autori romeni che lottò contro l’ostentazione ipocrita di pudore, affinché la letteratura evitasse la verecondia e avesse il coraggio di presentare anche la dimensione della sessualità, dell’eros carnale!  Si ostinò a farlo Eliade, e per questo ebbe da soffrire.  Tentarono di metterlo sotto processo, ma fu difeso da altri scrittori, come Sadoveanu. Questi fu tra i primi a sostenere che la letteratura dovesse accedere a tutte le dimensioni che appartengono alla vita, anche all’amore carnale, alla sessualità.

           L’altro aspetto interessante, come essenza del film e del romanzo, è l’amore platonico di Mircea per l’altra fanciulla, chiamata Nișka. Se il suo amore per lei è più forte del desiderio erotico, la giovane vive invece una profonda tristezza perché non è  posseduta dal protagonista.

         In realtà, Mircea evita, da un lato, una specie di stasi della  propria esistenza, ma non  tanto per egoismo, in quanto, dall’altro lato, anticipa quello che potrebbe fare nella vita. Non vuole limitare la sua esistenza, dall’inizio, ad un semplice matrimonio. Qui si lascia vedere la dimensione significativa del film che traspare dai dialoghi dei personaggi. Quelli femminili pensano al matrimonio, alla carriera didattica, senza essere però contenti di una simile prospettiva, invidiando gli uomini. Da questo punto di vista, il film rispecchia anche l’immagine dello statuto diverso della donna e dell’uomo, tipico dell’epoca. La donna era generalmente casalinga: la famiglia, i bambini… mentre l’uomo andava per il mondo… Ulisse sui mari, Penelope a casa al telaio! Invece è bello il rovescio suggerito dal film e dal libro: il grande amore è per lei! Però Mircea non vuole trattare questo grande amore in quel modo, come un’avventura passeggera! Appunto perché la ama, non vuole che tra di loro sussista  qualcosa di meramente carnale!

prof. Nicolae Cretu

prof. Nicolae Cretu

Vorrei anche mettere in risalto alcuni procedimenti strettamente collegati all’arte  del film. Suggeriti dal testo del romanzo, questi si realizzano tramite l’immagine, senza essere una trascrizione fedele del testo. Per esempio, le numerose sequenze dello specchio: sono molto  rilevanti, in quanto lo specchio è una metafora simbolica del bisogno di conoscere sé stessi, e che si manifesta intensamente alla fine dell’adolescenza e all’alba della prima gioventù. È un incrocio determinante nella vita! Allo steso modo, le sequenze della natura: le foglie, la neve. Simboleggiano questa disponibilità, la freschezza, la tenerezza dell’età della giovinezza! Un bellissimo film sulla giovinezza, senza essere censurato per verecondia – il sesso e tutto ciò che attiene alla sua sfera – ma allo stesso tempo, con una grande ponderatezza intellettuale nei dialoghi. La politica, il sociale, la fede! Scene come quelle girate nel Giardino Botanico di Iasi, il pozzo a mazzacavallo… Ma quel mazzacavallo è in realtà una freccia puntata verso il cielo! È di fondamentale importanza per la dimensione metafisica della riflessione di quella generazione! Generazione che si interrogava su problematiche di fede, di religione, nonostante fossero poco propensi alla storia delle religioni, alla filosofia della religione, come Mircea Eliade!

         Il film potrebbe destare nei giovani di oggi una grande invidia per la spiritualità di cui andava forte la gioventù interbellica. Oggigiorno sono molto rari coloro i quali  vogliano perpetuare lo spirito di Mircea Eliade! Molte cose sono cambiate in questo mondo, in questi tempi: le tecnologie, la superficialità, la cultura di massa… Certo, aumenta la quantità, ma diminuisce la qualità!

(Traduzione italiana Angela Pintilie)

 

 

Pubblicato in Cinema, Euroitalia | Contrassegnato , , , , | 1 commento

Roma, XIII Simposio Internazionale dei docenti universitari

Roma, 7-11 settembre 2016 – Giubileo delle Università dei Centri di Ricerca e delle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica
Conoscenza e Misericordia – La terza missione dell’Università
Invito_1-768x366

Invito_2-768x366Invito_3-768x366L’annuale Simposio Internazionale dei Docenti Universitari si colloca quest’anno in maniera significativa tra le manifestazioni previste per celebrare il Giubileo straordinario della Misericordia ed in particolare costituirà l’evento principale del Giubileo dei docenti universitari e dei Centri di ricerca e di alta formazione, in programma dal 7 all’11 settembre 2016, sul tema “Conoscenza e Misericordia”.

Tale iniziativa, la cui proposta è stata accolta dal Santo Padre, è promossa dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica unitamente all’Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma e al Ministero Italiano per l’Università e la Ricerca. Il Giubileo degli Universitari è già inserito fra i grandi eventi del Giubileo programmati dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione.
L’intento è quello di esprimere anche in tale circostanza ecclesiale, di così profondo significato e dalla risonanza universale, la sollecitudine di tutta la Chiesa per il mondo universitario, particolarmente sottolineata nel magistero di Giovanni Paolo II ed anche nel documento “Presenza della Chiesa nell’Università e nel mondo universitario”, pubblicato nel 1994 da questo Dicastero con i Pontifici Consigli della Cultura e per i Laici e di cui l’anno scorso è stato celebrato il ventesimo anniversario.

La LUMSA sarà sede dei lavori di 4 convegni su specifiche aree scientifiche: Comunicazione, Scienze politiche, Scienze storiche e Storia del Cristianesimo ed è responsabile della Sessione Scienze filologico-letterarie, che si svolgerà a RomaTre.

Registrazione

Depliant Italiano

Depliant Inglese

Programma Italiano e Sessioni Parallele

Programma Inglese e Sessioni Parallele

Invito

Programma Generale

Simposio Interno

INFO-GENERALI-1

Pubblicato in Etica, Euroitalia, medicina, Politica, Sociologia, Storia | Contrassegnato , , | Lascia un commento

L’Italia del Family day. Dialogo sulla deriva etica con Massimo Gandolfini

Pubblicato in Euroitalia, libri | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Venezia, Palazzo Correr: “I giorni del re – una storia letteraria di Carol I di Hohenzollern”

Filip-Florian

Filip Florian, scrittore

Lunedì, 5 settembre 2016 alle ore 17.30, lo scrittore romeno Filip Florian incontra i suoi lettori, all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. 

 La dottoranda Cristina Gogianu, borsista “Nicolae Iorga” dell’Istituto stesso, terrà una conferenza intitolata:I giorni del re – una storia letteraria di Carol I di Hohenzollern”. Il pomeriggio letterario si chiuderà con la lettura di alcuni frammenti dell’opera dello scrittore, tradotti in italiano da Maria Luisa Lombardoinvito-filip-florian-

Filip Florian è nato a Bucarest nel 1968. Il suo primo romanzo, Degete mici (Polirom, 2005) tradotto in italiano da Maria Luisa Lombardo, è stato pubblicato dall’editrice Fazi con il titolo Dita mignole. Seguì, nel 2006, il romanzo Baiuteii, scritto a quattro mani insieme al fratello, Matei Florian e, a distanza di due anni, Zilele regelui – I giorni del re, che ha ricevuto il premio «Manuscriptum» del Museo Nazionale della Letteratura Romena. L’ultimo romanzo s’intitola Toate bufnitele – Tutti i gufi ed è stato pubblicato nel 2012. I libri di Filip Florian sono tradotti in più lingue tra cui: inglese, tedesco, spagnolo, italiano, ungherese, slovacco, polacco, bulgaro, norvegese, sloveno,  arabo, turco.

Cristina Gogianu è dottoranda dell’Università di Bucarest (Scuola Dottorale Litere), con una ricerca dal titolo La svolta storiografica nel romanzo euro-atlantico contemporaneo, coordinata dal prof. Mircea Martin. La ricerca che sta svolgendo in qualità di borsista “Nicolae Iorga” presso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia mette al centro la relazione fra storia e finzione e le varie e complesse rappresentazioni di questa relazione nel romanzo italiano contemporaneo.

Organizzatore: Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

Cannaregio 2214, 30121, Venezia (VE)

Tel.: +39.041.5242309; istiorga@tin.it

Pubblicato in Euroitalia, libri, Storia | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Un război, un exil, o ţară. Celor ce nu ştiu ce a făcut Regina Ana pentru poporul român

În ultimele zile, multe persoane au scris despre Regina Ana a României. Unii au ales să-i conteste titlul de regină, alţii să-i conteste iubirea de ţară, alţii să o acuze de erezie întrucât era rom…

Sorgente: Un război, un exil, o ţară. Celor ce nu ştiu ce a făcut Regina Ana pentru poporul român

Pubblicato in Simona C. Farcas | Lascia un commento

I Giovanniti – la storia dei Cavalieri di Malta, in uscita da Bonfirraro editore

Un libro inedito, scritto in lingua italiana ed arricchito da un significativo corredo fotografico, pubblicato per la prima volta in Italia da Bonfirraro editore.

Un excursus storico sulle famose gesta dell’Ordine dalle origini in Terra Santa agli insediamenti a Cipro e a Rodi, al più che bisecolare governo dell’arcipelago maltese, fino alla sede attuale di Roma.copertina

ROMA – Un grande intellettuale, scomparso nel 2011 a soli 66 anni,  Frans Sammut, uno dei più importanti scrittori maltesi, pluripremiato a livello internazionale e conosciuto per il suo best seller Il-Gaġġa (La Gabbia) del 1971, giunto già alla sua quinta edizione, ispiratore dell’omonimo film diretto da Mario Philip Azzopar.

Il libro – Adesso la sua firma, a quattro anni dalla morte avvenuta prematuramente per un male incurabile, ritorna sulle scene editoriali con un libro inedito, pensato e scritto interamente in italiano, dal titolo “I Giovanniti – La storia dei Cavalieri di Malta” (Bonfirraro editore), e incentrato su uno dei più importanti e valorosi ordini cavallereschi della Cristianità. Il libro narra le vicende dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni dalle sue origini, nel Regno Latino di Gerusalemme, fino ai giorni nostri quando ha preso la forma del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Un ricco compendio di carattere storico, insomma, corredato da sublimi descrizioni di luoghi e personaggi, che – proposto dal figlio Mark, funzionario del Parlamento Europeo – è stato voluto fortemente dall’editore Salvo Bonfirraro, il quale non ha esitato a pubblicarlo per la prima volta in assoluto in Italia.

«Pubblicare Sammut è stato quasi un dovere morale, per l’ineguagliabile statura dell’autore – ha dichiarato Bonfirraro –  oltretutto con lui e con la sua terra siamo legati a doppio filo: il nostro catalogo è arricchito da un libro sul culto di san Filippo d’Agira, che è il santo patrono di Haz-Zebbug, la città natale di Sammut, di cui egli stesso scrisse un’accorata agiografia. Sembra essere stato tutto scritto…»

Perché, d’altronde, se Sammut è un nome roboante nell’isola, estremo lembo di Europa – immediatamente identificato come sinonimo di elevato spessore culturale e umano – in realtà, da una sponda all’altra del Mediterraneo, è strettamente legato anche all’élite culturale italiana, grazie soprattutto al suo impegno didattico – formativo all’Università per Stranieri di Perugia. Non è un caso, infatti, che Paolo Grossi – giudice della Corte Costituzionale e professore ordinario dell’Università di Firenze – firmi la prefazione della nuova opera.

Il recupero della memoria: Frans Sammuth, l’uomo e l’autore

Frans_SammutL’autore – Un personaggio che in molti non esitano a definire un monumento della cultura maltese. Tante sono le testimonianze che via via si sono raccolte, da cui emerge il profilo di un grande luminare, studioso, storico, romanziere, drammaturgo, ed estremo difensore del particolare idioma della sua isola: un dialetto arabo su cui si sono innestati numerosi elementi fonetici, morfologici e grammaticali propri delle lingue romanze, e in particolare del siciliano, acquisiti nel corso della storia e soprattutto durante il dominio dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. Così, infatti, il filosofo e giornalista Aleks Farrugia: «Frans amava soprattutto raccontare, raccontava sempre. Anche l’ultima volta che lo vidi, sul letto di morte, dolente, immobile a causa della malattia che lo tormentava, voleva raccontare. Eravamo un gruppo di amici riunitogli attorno. Ci disse: “Il cuore mi duole solamente perché parto sapendo che stanno uccidendo la lingua maltese”. Anche arrivato alla fine del cammino, la lingua maltese era nel suo pensiero. Sul letto di morte ci spiegò. Di nuovo. Nel dettaglio. Con amore. Con quel suo pensiero colto di chi ha studiato e pensato assai. Con l’abilità del maestro che non ha mai smesso di imparare.».

Le testimonianze – Non solo narrativa, allora, ma un impegno profondo profuso in favore della cultura a 360°, a partire dalla ricerca linguistica fino a lambire i confini dell’analisi storiografica tout court. E proprio su quest’ultimo aspetto del poliedrico autore, abbiamo sentito il figlio Mark.

Dr. Sammut, suo padre è conosciuto in Italia e a Malta per la sua penna da romanziere: da dove, secondo lei, è nata la sua passione per la storia?

«Mio nonno Toninu Sammut era amico dello scrittore Ninu Cremona, il quale scrisse la biografia del grande patriota maltese Michelantonio Vassalli. Io sono sicuro che fu Cremona a seminare l’ammirazione e l’amore per Vassalli in mio padre. Questa devozione crebbe, e per capire meglio il pensiero del patriota, mio padre dovette per forza studiare la Storia. Impiegò 25 anni per far suo il retroscena storico della vita di Vassalli, che poi servì da tela sulla quale dipingere la vita di Vassalli nel romanzo Il sogno maltese (1995). Attraverso Vassalli, “scoprì”, per così dire, la Rivoluzione francese, e scrisse un libro per spiegarla, Ir-Rivoluzzjoni Franciza: Il-Grajja u t-Tifsira (La Rivoluzione francese: la storia e il significato) nel 1989, e 8 anni più tardi Bonaparti f’Malta (Bonaparte a Malta), per spiegare chi fosse l’eroe di Vassalli (per l’appunto Bonaparte) che poi divenne anche il nostro eroe familiare: casa nostra è piena di dipinti e litografie di Napoleone, del ginevrino (JJ Rousseau), di Vassalli … e di Pericle, il filosofo preferito di questi grandi del passato».

Ma la sua ricerca storiografica è incessante…

«Sì, quest’intreccio con la storia ebbe poi un risvolto inaspettato: scrisse un libro sul culto di san Filippo d’Agira (il santo patrono del nostro Haz-Zebbug), un libro su san Giorgio Preca (il primo santo maltese), un libro sulla storia di Haz-Zebbug … alla fine della sua vita stava scrivendo un nuovo romanzo storico, sull’abate Vella, il personaggio de Il Consiglio d’Egitto. Ci si stava lavorando da direi 8/9 anni … mi ricordo che aveva visto il film di Silvio Orlandi parecchie volte, e parecchie volte aveva letto il romanzo di Sciascia. Alla memoria di Sciascia dedica la traduzione francese del libro su Bonaparte, Bonaparte a’ Malte, apparso nel 2008, dicendo: “Alla memoria di Leonardo Sciascia, un grande scrittore che si lamentò della sfortuna storica per la quale la Grande Rivoluzione aveva circumnavigato la sua natia Sicilia”».

La ringraziamo per questo omaggio a Sciascia, anche lui strenuo difensore della cultura isolana. Il suo stile e il suo taglio narrativo sono sempre tesi a una lucida comunicazione, esattamente come succede nello scritto di suo padre, di cui colpisce molto la padronanza della lingua italiana, usata in tutte le più complete sfumature. Da dove è nata la volontà di scrivere questo libro nella nostra lingua madre?

«È uno dei soli due libri che mio padre scrisse in italiano. Fui io a chiedergli di scriverli, e mi volle accontentare: capirete bene che per me rappresentano un alto valore sentimentale. L’altro tratta Cagliostro e Malta, e papà offre un’interpretazione originalissima della storia che il “divino” raccontava delle proprie origini maltesi. Spero che anche questo libro possa vedere la luce del sole in un futuro non lontano».

Per riuscire a definire almeno parzialmente il profilo del nostro intellettuale, abbiamo intervistato anche Frank Camilleri, presidente del Consiglio Nazionale del Libro che si dice orgoglioso del fatto che uno dei massimi esponenti della cultura maltese possa essere pubblicato in Italia con un autorevole saggio che getta luce sulle strabilianti e leggendarie radici storiche dell’isola.

Dr. Camilleri, cos’ha significato per voi maltesi l’impegno culturale di Frans Sammut?

«Frans Sammut è annoverato come uno dei massimi esponenti del “Literary Weakening Movement” esploso a Malta tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, cui presero parte alcuni giovani autori emergenti che volevano allontanarsi dai valori della cultura tradizionale e creare un movimento letterario e artistico rivoluzionario che potesse rispecchiare il cambiamento dei tempi.

La fama del nostro crebbe immediatamente grazie al suo romanzo “Il-Gaġġa” (The Cage) che provocò subito una querelle letteraria, perché descriveva la società maltese come antica e claustrofobica. Oggi molti scrittori contemporanei si sono allontanati da quella corrente e hanno sviluppato un nuovo stile, ma indubbiamente Frans Sammut è rimasto un componente essenziale della Storia della Letteratura Maltese».

Cosa rappresenta per la vostra istituzione, il Consiglio Nazionale del Libro, la pubblicazione di questa opera?

«È senza dubbio un onore e fonte di arricchimento per la nostra cultura quando un autore maltese è pubblicato in un’altra lingua e esportato all’estero. La pubblicazione di Bonfirraro non può che renderci fieri dell’instancabile lavoro del nostro autore e costituisce un vero testamento che noi stiamo seguendo attraverso le nostre iniziative e con la presenza dell’opera al Malta Book Festival, dove è riservato un posto d’onore…».

Perché è importante per voi la pubblicazione di questo libro in Italia?

«Il libro farà risuonare il nome di Sammut in un contesto linguistico diverso dal nostro e di grande valore internazionale, come lo è la piazza culturale italiana, cui ci lega una comunanza storico-geografica».

Approdando in una significativa agorà culturale, dunque, la pubblicazione del capolavoro storico di Sammut, nonostante sia stata pensata e scritta in italiano per il pubblico della penisola, inaugurerà così un’osmosi letteraria tra le due terre che si fronteggiano nel Mediterraneo, con l’auspicio che in futuro anche altri autori maltesi possano essere tradotti e conosciuti all’estero.

Pubblicato in Euroitalia, Ordini cavallereschi, Storia | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

ALFEDENA, Fotografia a foro stenopeico. Ferragosto magico con Sali d’Argento e Gaetano De Crecchio

MIDSUMMER PINHOLE DAY – Sabato 13 agosto 2016 una giornata all’insegna della fotografia a foro stenopeico.

Alfedena – La Pinhole, macchina fotografica a foro stenopeico, è un modo “altro” di fotografare e guardare, un modo straordinario di attraversare territori e situazioni, un modo talmente “antico” da divenire, oggi, rivoluzionario. Un foro, un piccolissimo foro, della carta fotosensibile, dei tempi di esposizione lunghi, un otturatore primordiale e il tempo di far posare lo sguardo attorno, lento, leggero. Poi, una volta impressa l’immagine sulla carta un altro viaggio ha inizio, in camera oscura dove la magia prende forma e ciò che prima era solo latente diventa tangibile. La Pinhole è tutto questo e tanto altro ancora. Resta solo provarla; lasciarsi affascinare e rapire.

Info e prenotazioni: info@salidargento.org | 3475939667 –  Sali d’Argento http://salidargento.org/ Fotografia-Alfedena

#Salidargento #Fotografia #Pinhole#Forostenopeico #Analogica #Cameraoscura#Biancoenero #Alfedena #Abruzzo#ParcoNazionaledAbruzzo

Come raggiungerci:

Da Napoli:

  • Autostrada A1 Napoli – Roma
  • Uscita Caianiello
  • ss 85 direzione Venafro
  • Direzione Cerro al Volturno – Rionero
  • Uscita Alfedena – Roccaraso
  • Direzione Alfedena – Pescasseroli

Da Roma:

  • Autostrada A25 Roma – Avezzano – Pescara
  • Uscita Pescina
  • Direzione Gioia dei marsi – Gioia Vecchi
  • SS 83 Pescasseroli Barrea Alfedena

oppure

  • Autostrada A25 Roma – Avezzano – Pescara
  • Uscita Pratola – Peligna – Sulmona
  • Direzione Roccaraso – Castel di Sangro
  • Direzione Alfedena – Pescasseroli

oppure

  • Autostrada A1 Roma – Napoli
  • Uscita Frosinone
  • SS 214 direzione Sora
  • SS 509 direzione Forca d’Acero – Opi
  • SS 509 direzione Barrea – Alfedena

Da Pescara:

  • Autostrada A25 Pescara – Avezzano – Roma
  • Uscita Pratola – Peligna – Sulmona
  • Direzione Roccaraso – Castel di Sangro
  • Direzione Alfedena – Pescasseroli


Da Bari:

  • Autostrada A14 Bari – Bologna
  • Autostrada A25 Pescara – Avezzano – Roma
  • Uscita Pratola – Peligna – Sulmona
  • Direzione Roccaraso – Castel di Sangro
  • Direzione Alfedena – Pescasseroli

Sali d’Argento nasce dall’esigenza di una camera oscura, da una casa inutilizzata e dalle intense e appassionate chiacchiere di alcuni insegnanti della scuola di fotografia dell’Associazione Officine Fotografiche a Roma.

È un’idea venuta fuori così, conversando, che si è concretizzata prima con il recupero di un’intera casa, poi rimettendo in funzione attrezzature da tempo inutilizzate, infine con la creazione, nel bel mezzo del Parco Nazionale d’Abruzzo, di una vera e propria struttura, che sarà sì camera oscura, ma sarà anche luogo dedicato: della fotografia, sulla fotografia e per la fotografia.

L’intento è di creare uno spazio di discussione, formazione e condivisione permanente nell’ambito dei workshop che Sali d’Argento proporrà di volta in volta, offrendo ai partecipanti la possibilità di immergersi completamente, per più giorni, in un’esperienza comune e comunitaria, incentrata sulla fotografia chimica tradizionale.

Si pernotterà insieme condividendo la stessa casa e tenendo vivo lo “spazio comune” anche al di fuori delle ore di corso e di apprendimento.

In questo contesto, creato e situato in un piccolo paese di 700 abitanti sulle montagne meridionali della catena del Parco Nazionale d’Abruzzo, avremo l’occasione di godere, in momenti diversi dell’anno, della concentrazione dei silenzi autunnali e invernali, della luce esuberante della primavera, o del tempo più chiassoso dell’estate. Gli eventi e i workshop avranno infatti luogo durante tutto l’anno. Le modalità e contenuti saranno scelti con cura e saranno sempre condotti con la massima professionalità da insegnanti provenienti delle migliori scuole di fotografia di Roma.

Con l’auspicio che questo dialogo a più voci cresca e si estenda in cerchi sempre più ampi.

Sali-d-argento

Pubblicato in Arte, Euroitalia | Contrassegnato , , , | 1 commento