24 giugno: La camicia tradizionale romena 2019 celebrata all’Accademia di Romania in Roma

L’associazione Lega degli Studenti Romeni all’Estero – Filiale Italia, in collaborazione con l’Accademia di Romania a Roma, organizza l’evento „La IE, o l’arte di indossare storie”, giunto alla sua 5a edizione. 

 Mostra di Ie e Costumi Tradizionali Autentici

„La IE, o l’arte di indossare storie”

24 giugno 2019 – Galleria dell’Accademia di Romania in Roma

 
Copertina Ziua Iei 2019.jpg
 
Il 24 giugno, in occasione della Giornata Universale della camicia tradizionale romena, la Lega degli Studenti Romeni all’estero – Filiale Italia e l’Accademia di Romania a Roma, organizzano: “IE, o L’Arte di Indossare Storie “. L’evento si svolgerà con il patrocinio dell’Ambasciata Romena in Italia e si propone come un’opportunità di conoscere e promuovere un capo d’abbigliamento simbolo della tradizione dell’ artigianato tessile e del costume romeno in Italia.
 
L’evento degli studenti romeni di Roma è diventato una tendenza fin dalla prima edizione alla quale hanno partecipato più di 150 persone. La camicia tradizionale romena non è solo un indumento, ma è diventata anche un simbolo d’ispirazione che accomuna da anni il dialogo italo-romeno.
 
Nel 2013, la comunità “La Blouse Roumaine” ha proposto il 24 giungo – ”Sânzienele” (La Notte delle Fate) – per segnare la prima celebrazione dell’IE romena, con il nome “Giornata Universale dell’IE”. Con questa occasione, verrà presentata la camicia romena: dalla sua nascita nelle varie zone della Romania al suo utilizzo da parte di artisti come Matisse o di designer di alta moda come Yves Saint Laurent o Paul Gaultier
 

Programma dell’evento: 

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Aspects of theology in the spiritual autobiography of Nicolas Berdiaev

“Although in his spiritual autobiography he does not develop the subject of political theology, unlike in some of his other works of other authors of this genre, Berdiaev offers some interesting elements related to it. His ideas can be connected with others from other of his works, in which he develops his philosophical way of thinking. Likewise, his spiritual autobiography is important for this topic, among others, because he often explains the genesis of his ideas and presents them in detail, highlighting their roots. Moreover, because of his way of seeing the eschatological dimension of society and because he puts forward an interesting conception about freedom and the superior nature of man, which comes from the theological world and which can be linked also with politics, he opens new bridges of investigation and dialogue. For these reasons, among other important ones, his spiritual autobiography must be rediscovered and fructified by contemporary scientific research.” 

Morariu, I-M., 2019, ‘Aspects of political theology in the spiritual autobiography of Nicolas Berdiaev’

 

By Iuliu-Marius Morariu* – Despite its importance for the understanding of ideas and the genesis of Nicholas Berdiaev’s works, his spiritual autobiography, written at the end of his life, has not been fructified enough by contemporary research until today.

Therefore, this research aims at bringing it into attention and emphasising the aspects of political theology it contains. The author investigates elements such as the philosopher’s eschatological notes, his conception about freedom and slavery or about the superior human condition, trying to see how they influence his representation of political theology. Moreover, he links his political and religious attitudes, in an attempt not only to identify the context in which his ideas regarding this topic were born and to find influences of the context in which he lived, but also to emphasise the contemporary dimension of his way of thinking and the place the topic holds in his spiritual autobiography. For this purpose, he also uses the works of the aforementioned philosopher, the book reviews and dictionary entries dedicated to his autobiography, as well as the books, articles and reviews dedicated to Berdiaev and his work, starting from his lifetime and up to these days.

 

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Romani e Romeni a Roma: sguardi riflessi e punti di vista controversi. Ricerca etnografica sul pregiudizio

Romeni, Romani, Ricerca Etnografica. La Percezione Romena a Roma
Sabato 16 marzo 2019 in Aula Minor 10.00-13.00
Largo Angelicum 1
Roma, 00184
Telefono: +39 06/67021

Futuro Insieme

La Facoltà di Scienze Sociali (FASS) della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – Angelicum ha il piacere di presentare i risultati di una ricerca etnografica sul pregiudizio anti-romeno a Roma, condotta da un gruppo di studenti-ricercatori coordinati dall’antropologo prof. Antonio Riccio:

SGUARDI RIFLESSI E PUNTI DI VISTA CONTROVERSI
La percezione anti-romena a Roma

Romani e Romeni a Roma si incontrano e si guardano, quotidianamente, ciascuno riflesso nello sguardo dell’altro. Si comprendono – e più spesso si fraintendono – dando forma ad opinioni e punti di vista diversi, immaginari contrastanti che attraversano vita interpersonale, questione sociale e diversità culturale. Entrare in questo territorio incognito, renderlo domestico e conosciuto, sebbene non pacificato, è il lavoro dell’antropologo;
un lavoro che “richiede un cuore” per citare la bella definizione di William Goldschimdt della ricerca etnografica; che nasce per aprire campi di confronto e di scambio, promuovere conoscenza, riflessione e condivisione.L’evento è organizzato dalla Facoltà…

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Ordine di Malta: pubblicato il nuovo Rapporto di Attività 2019

È stato pubblicato il Rapporto di Attività 2019 dell’Ordine di Malta, il volume che illustra le principali attività istituzionali e quelle in ambito medico-sociale nonché diplomatico e spirituale realizzate dall’Ordine nei 120 paesi in cui opera. Pubblicato ogni due anni in inglese (sono in fase di preparazione le edizioni in italiano, francese, spagnolo e tedesco), il rapporto di attività – disponibile sia in formato digitale che cartaceo – raccoglie i momenti e gli eventi più salienti nella vita dell’Ordine e fornisce una panoramica complessiva delle sue molteplici iniziative.

La pubblicazione si apre con una messaggio del Gran Maestro, Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto ed include interviste in esclusiva con i vertici dell’Ordine, come il Gran Cancelliere e Grande Ospedaliere, e con i responsabili di alcune delle attività di maggior rilievo, quali i programmi di assistenza ai rifugiati siriani del Malteser International – l’agenzia internazionale di soccorso dell’Ordine di Malta – i progetti a sostegno delle comunità Rom e le attività mediche in centro America, per citare alcuni esempi. La pubblicazione, arricchita da molte immagini inedite provenienti dai cinque continenti, contiene anche numerose interviste con personalità esterne all’Ordine, come il Cardinale Peter Turkson – Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede – sulla sfida dell’integrazione di rifugiati e migranti, e con Jamilah Mahmood – Sottosegretario Generale della Federazione Internazionale Croce Rossa – sulla promozione di una cultura di accoglienza e rispetto di ciascun individuo.

Vengono altresì elencate le conferenze cui l’Ordine ha partecipato oppure organizzato, gli incontri istituzionali più importanti degli ultimi anni, le firme di accordi di cooperazione e l’apertura di relazioni diplomatiche con altri Stati. Una sezione testimonia le attività svolte quotidianamente da migliaia di membri, volontari e professionisti in ciascun paese.
Con oltre 120 pagine ricche di informazioni, il rapporto di attività si conferma uno strumento utile per approfondire la vita e le attività dell’Ordine e per coglierne lo spirito cristiano che trova espressione in tutti gli angoli del pianeta, dalle metropoli occidentali alle comunità isolate dei paesi più poveri.

Il Rapporto di Attività 2019 in lingua inglese è attualmente in fase di distribuzione alle entità dell’Ordine di Malta nel mondo.

Disponibile anche online in versione inglese.

Fonte: https://www.orderofmalta.int/

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COMUNITAS 2018 – Bene Comune o Società dello Scarto: 29-30 Novembre 2018, Convegno all’Angelicum

Bene Comune o Società dello Scarto: Fondamenti e Applicazioni
Instrumentum Laboris per il Convegno Interfacoltà della
Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma
29-30 Novembre 2018

“Sono convinto che a partire da un’apertura alla trascendenza potrebbe formarsi una nuova mentalità politica ed economica che aiuterebbe a superare la dicotomia assoluta fra l’economia e il bene comune sociale” (Papa Francesco, Evangelii gaudium, 205)

Quanta attualità riscuote oggi l’idea di bene comune? Essa sembra uscita dall’orizzonte delle riflessioni sulla convivenza pubblica, e ha uno scarso riscontro anche nelle principali correnti speculative. I processi storici in corso non facilitano la cosa. L’insorgere dei populismi, l’insicurezza globale, la crisi democratica, l’incertezza economica, sono spesso la causa di una rivendicazione dei diritti identitari e nazionalistici, che di fatto chiudono all’idea di bene comune per sostituirla con l’interesse pubblico di una nazione, di una comunità, di un gruppo, in opposizione a quello di altri. Tali dinamiche negative alimentano quella cultura dello scarto più volte denunciata da papa Francesco. Essa rappresenta la più grave forma di negazione del bene comune, perché espelle le persone dalla comunità, in una cultura che tende a valorizzare solo ciò che è produttivo e remunerativo. Il cristianesimo, invece, è rimasto l’ultimo baluardo a difendere la necessità e la validità del principio del bene comune nella comprensione dei rapporti sociali e nell’organizzazione della comunità politica. La solitudine con cui svolge tale compito non lo imbarazza, giacché la sua visione è fondata su una salda consapevolezza dottrinale, che ha nel pensiero di san Tommaso d’Aquino un pilastro decisivo e, per molti versi, ancora attuale. Il bene comune nel pensiero di san Tommaso è un bene che fa riferimento ad ogni uomo ed a tutto uomo, cioè alla sua dimensione corporale e spirituale nello stesso tempo. In questo bene comune l’uomo dotato di intelligenza e di libertà, cioè la persona, trova tutto il necessario per raggiungere la sua piena perfezione. Il pensiero classico considera il bene comune come il fine della società e il bene del tutto sociale al quale comunicano le persone ed in quanto si ridistribuisce su di esse, favorendole lo svolgimento integrale. Il bene comune consiste nella buona vita dei cittadini uniti sotto le giuste leggi, collega l’etica e la politica, articolando e ordinando il bene della comunità politica e del bene privato. Può essere capito solo in connessione con la virtù e la gioia. Esso, poi, è un fine in sé e non un mezzo e come tale è per noi più amabile del bene privato. Come bene intrinseco della società politica appartiene alla categoria del bonum honestum e può essere definito come communicatio in bene vivendo. Inoltre esso è partecipabile e comunicabile e composto da tre componenti: materiale, intellettuale e morale. La parte primaria del bene comune consiste nelle virtù dei cittadini, invece le istituzioni lo costituiscono al secondo posto. Si sostiene la priorità del bene comune su quello individuale quando il confronto avviene fra beni dello stesso genere. Sul piano materiale, ad esempio, il principio della proprietà privata è subordinato al principio della destinazione universale dei beni. Se, invece, mischiamo materiale e spirituale, otteniamo le contraddizioni che hanno afflitto la storia di gruppi e popoli: per esempio, mai si potrebbe sostenere che il bene materiale della società prevale sul bene spirituale della persona. In tale ambito si collocano gli sforzi intellettuali compiuti da figure importanti, fra le quali ricordiamo Jacques Maritain, Emmanuel Mounier e Romano Guardini, per fondare il discorso su una corretta concezione antropologica, che non sacrifichi all’individualismo la natura sociale dell’essere umano e, dunque, che riformuli attraverso il concetto di persona una visione politica attenta sia alle istanze individuali che a quelle sociali. In modo evidente, la concezione sociale cristiana si articola lungo una trama di rapporti etici senza la quale non potrebbe realizzarsi. Eppure, il mondo moderno ha spesso distinto e contrapposto etica e politica, giustificando le ragioni della reciproca esclusione. Il risultato è l’affermazione di un dissidio potenziale fra le scelte e gli orientamenti etici del cittadino e le iniziative politiche a cui è chiamato a partecipare. È in questo spazio che la creatività del cittadino può essere al servizio di una moderna concezione di laicità nella quale, nello spazio democratico, inteso come luogo di costruzione

plurale del bene comune, i principi e i valori cristiani sono chiamati a diffondersi attraverso la partecipazione competente e ferma. Per questo, oggi più ancora che rispetto al passato, l’autentica sfida per la cultura cristiana è di natura formativa e intellettuale. In tal senso la Chiesa è chiamata non solo a promuovere il bene comune come principio e valore della comunità politica, ma a rappresentarne la necessità nell’economia della salvezza, anche attraverso la sua struttura giuridica e normativa. Il diritto ecclesiale, in tal senso, è proprio ordinato al superamento di ogni tentazione individualistica, perché la vocazione dei fedeli deve essere concepita come personale e comunitaria al medesimo tempo. Ecco perché la Chiesa tutela sia la comunione ecclesiale sia i diritti delle singole persone. Essi sono coessenziali, in un orizzonte in cui i diritti e i doveri sono sostenuti da istituzioni ecclesiali concepite come strumenti di grazia, finalizzate al bene di tutti, per la salvezza eterna. Il contenuto del bene comune non è definibile una volta per sempre, ma va concretamente determinato secondo la misura del massimo bene umano storicamente perseguibile nelle condizioni date e dipende da tanti fattori come il dibattito pubblico, gli abiti virtuosi, il consenso, l’azione delle persone che contribuiscono a determinarlo in un dinamismo mai concluso. In altre parole, il concetto di bene comune è intrinsecamente proporzionale e aperto, non limitato interamente. Tale concetto di bene comune è una realtà dinamica, sempre crescente e aperto all’idea dei diritti dell’uomo così importante per la cultura odierna. L’evoluzione del concetto di bene comune nella dottrina sociale della Chiesa va in questa direzione. Negli ultimi pontefici, la nozione del bene comune, quasi si identifica con quella dei diritti dell’uomo. Come non cogliere, oggi, la singolare opportunità offerta dalla globalizzazione dei rapporti sociali per avanzare la concezione cristiana del bene comune? Il suo principio, così come è formulato nella cultura cristiana, sembra trovare nuove e originali conferme dall’affermazione dell’interdipendenza planetaria, secondo il quale tutto ciò che accade in una parte del pianeta può avere ripercussioni su qualsiasi altra. Le conseguenze etiche di tale risultato sono evidenti: interessarsi della felicità altrui è decisivo per coltivare la propria; il bene di ciascuno e il bene di tutti, in particolare dei meno avvantaggiati, sono in stretta correlazione. Ciò implica la più ampia partecipazione di persone, gruppi e popoli, alla costruzione di un umanesimo cristiano nel quale l’umanità si presenta come un soggetto con esigenze di natura etica, politica e giuridica, trascendenti il dato storico ed esistenziale (si parla sempre più spesso dei diritti delle future generazioni, dei tribunali penali internazionali, dei diritti delle comunità tradizionali, ecc.). Lungo tale direzione, il principio cristiano del bene comune si propone come un antidoto naturale alla cultura dello scarto che imperversa nelle società industriali. Tale principio, infatti, si propone come un processo dinamico inclusivo, proteso a immettere nel circuito del bene comune l’ultimo, il meno tutelato, il più povero, il più indifeso, fra i membri della famiglia umana. Nel convegno interfacoltà alla PUST, aspettiamo di approfondire questi e altri temi importanti nelle varie sessioni che saranno a cura delle varie realtà dell’università. In ogni sessione, il dibattito interfacoltà sarà promosso da due respondents che proverranno da una facoltà/istituto diverso da quello che ha fornito il relatore principale. La partecipazione degli studenti è anche prevista in un modo strutturale nello svolgimento del convegno.

Vice-Rettore della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma
Helen Alford OP

https://wp.me/pphml-2aJ

Futuro Insieme

La Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma  organizza il 29-30 Novembre 2018, il Convegno Interfacoltà dal titolo COM-UNI-TAS 2018 (COMmon good – UNIversity – Throw Away Societas) –Bene Comune o Società dello Scarto: Fondamenti e Applicazioni“. Ingresso gratuito, previa registrazione online

Il convegno ha lo scopo di affrontare attraverso un dialogo interfacoltà un tema di fondamentale importanza per la chiesa e la società di oggi. Si rifà all’idea del bene comune, un concetto chiave nel pensiero di San Tommaso d’Aquino che riguarda la società e la politica in particolare, in contrapposizione con la “cultura dello scarto”, una delle idee più evocative dell’insegnamento di Papa Francesco. L’università si confronta con queste due possibilità, nei corsi e nei dialoghi con altri interlocutori, nella ricerca e nelle esperienze dei suoi studenti. Tutte queste ricchezze avranno spazio nel convegno, il primo di un percorso annuale che l’Angelicum intraprende dal…

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La lucida disperazione di Cioran

Letture critiche - Blog letterario

Ho già parlato di E. Cioran in altri due post, qui e qui.

Il seguente articolo invece è stato pubblicato su  criticaletteraria.org, il 02/11/2011.

Ringrazio Gloria M. Ghioni e Laura Ingallinella, infaticabili amministratrici del blog, per la cortese “ospitalità”.

Libro e critica su Cioran

Al culmine della disperazione

di Emil M. Cioran

Adelphi, Milano 1998

Traduzione a cura di C. Fantechi, F. Del Fabbro

1^ edizione originale: 1934

€ 15.00

pp. 146

Una delle doti stilistiche che più definisce E.M. Cioran (1911- 1995) è la lucidità: in ogni sua riga c’è una limpidezza e una profondità che più di una volta disorienta il lettore.

Al culmine della disperazione, uno dei suoi primi libri, non si allontana da questa caratteristica peculiare, essendo di fatto un libro lucidissimo, scritto “pericolosamente”- come dirà Cioran stesso nella prefazione- tra la vita e la morte:

“Questo libro è stato per me una specie di liberazione, di…

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UNA RACCOLTA DI POESIE PER MACABOR EDITORE: Invito per giovani poeti. Scadenza 22 ottobre 2018

Futuro Insieme

La raccolta  deve essere inviata  al seguente indirizzo email: macaboreditore@libero.it entro la mezzanotte del 22 ottobre 2018. Nell’oggetto dell’email andrà scritto: Una raccolta di poesie per Macabor Editore

Sei un poeta o una poetessa che ha un rapporto costante, intenso, particolare con la scrittura poetica?  Sei nato/a  dal 1990 in poi? Hai una raccolta di poesia pronta  e a cui credi? Bene, è il momento, se lo riterrai opportuno, di  proporla a Macabor Editore completa di dati anagrafici con luogo e data di nascita, indirizzo postale e email e numero telefonico.

La raccolta  deve essere inviata  al seguente indirizzo email: macaboreditore@libero.it entro la mezzanotte del 22 ottobre 2018. Nell’oggetto dell’email andrà scritto: Una raccolta di poesie per Macabor Editore.

La raccolta ( o le raccolte) migliore verrà pubblicata da Macabor Editore  e non sarà richiesto nessun contributo economico di nessun genere all’autore che invece riceverà 10 copie…

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“L’Europa è su un binario morto. Noi ungheresi sappiamo il perché”, il discorso di Orbán

“Ungheria News ripropone in italiano il discorso di Orbán perché riteniamo importante che anche gli italiani possano giudicare, positivamente o criticamente, il pensiero del premier ungherese utilizzando delle “fonti primarie”.”

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Arminio, traditore dell’Impero

…oggi, dopo duemila anni, il mito del liberatore dall’oppressione straniera, del fautore dell’unità tedesca e inventore dell’idea stessa di Germania è ancora vivo, come dimostra il milione e passa di visitatori che ogni annosi recano a Detmold in una sorta di mistico pellegrinaggio identitario. Forse perché, come spiegano M. Bocchiola e M. Sartori in un recente e puntuale saggio sulla battaglia (“Teutoburgo 9 d.C. La disfatta delle legioni di Augusto”, Milano 2005), quella animata da Arminio fu una lotta per preservare la propria civiltà tornando alle origini contro la pressione di una cultura – quella romana – evidentemente più avanzata: il primo caso noto, insomma, di quel “nativismo” che oggi – anche per reazione alla globalizzazione e alle tensioni che questa comporta – sembra tornato di moda.

Studia Humanitatis - παιδεία

di E. Percivaldi, Un mito controverso – “Hermann”

«Ebbe a suo sfavore l’amore per la libertà del suo popolo, e assalito con le armi mentre combatteva con esito incerto, cadde tradito dai suoi collaboratori. Indubbiamente fu il liberatore della Germania, uno che ingaggiò guerra non a un popolo romano ai suoi inizi, come altri re e comandanti, ma a un Impero nel suo massimo splendore. Ebbe alterna fortuna in battaglia, ma non fu vinto in guerra. Visse trentasette anni e per dodici fu potente. Anche ora è cantato nelle saghe dei barbari, mentre è ignorato nelle storie dei Greci che ammirano solo le proprie imprese e da noi Romani che esaltiamo l’antichità e non badiamo ai fatti recenti, non è celebrato ancora come si dovrebbe».

È la voce dello storico latino Tacito, che nei suoi Annales (II, 88) descrive Arminio con un’enfasi tale da portarlo, quasi duemila anni dopo, a…

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ROCCARASO VOLA, DAL 3 AL 5 AGOSTO. FESTIVAL DEGLI AQUILONI, VI° EDIZIONE

Tra l’Aremogna e il Pratone, spettacoli divertenti: aquiloni statici e acrobatici, lancio caramelle dal cielo, merenda gratuita per tutti i bambini, spettacolo di luci.  

L’edizione 2018, ancora più ricca di piacevoli novità, si svilupperà per tre giorni, tra il bacino dell’Aremogna e il cuore del paese dove, sul “Pratone”,  ci saranno anche una serie di iniziative promosse in occasione dell’arrivo della Transiberiana d’Italia.

“In pochi anni questa manifestazione si è imposta fra quelle più interessanti che puntano ad avvicinare le famiglie alla montagna –  hanno spiegato la presidente dell’Associazione degli Albergatori Maria Vittoria Bucci e la consigliera Giulia Cipriani – abbiamo bisogno di iniziative promozionali di qualità che ci permettano anche in questa stagione di far conoscere la straordinaria bellezza del nostro territorio con un’offerta “plurale” che propone un’alternativa di esperienze, ricca di emozioni e di sostenibilità, per chi sceglie di trascorrere le vacanze estive a Roccaraso”.

Giunta alla VI edizione, la manifestazione promossa dall’associazione degli Albergatori “Roccaraso-Rivisondoli”, ripropone uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: aquiloni statici e acrobatici,  lancio caramelle dal cielo,  laboratorio aquiloni,  spettacolo di luci in notturna sul Pratone.

Programma Festival degli Aquiloni 2018

Roccaraso Vola” si aprirà domani, venerdì 3 agosto alle 10,  con la messa in volo degli aquiloni statici e acrobatici e si concluderà nel pomeriggio di domenica 5 agosto.

Sabato 4 agosto dalle 16.30 alle 18.30, è prevista la “Merenda gratuita per tutti i bambini”. L’evento è promosso in collaborazione con l’associazione “Il sogno di Iaia Onlus”.

Fonte: http://www.roccarasoturismo.it/

 

Da Alessandro Bucci a “La Baita”, a 2000 metri di quota, sei accolto e riverito come un re. Qui sostavano il Principe di Piemonte Umberto di Savoia e le sue sorelle principesse, tra le quali Giovanna Regina di Bulgaria, Iolanda Contessa Calvi di Bergolo, Mafalda d’Angravia Assia e Maria di Borbone Parma. Roccaraso conferì la Cittadinanza Onoraria a S. M. il Re Umberto II, in ricordo delle auguste presenze in villeggiature invernali ed estive della Real Casa d’Italia. Fin dagli anni ’20 e ’30. Il Senatore Giovanni Leone, Presidente della Camera, quindi Presidente della Repubblica italiana, fu per tutta la vita ospite di Roccaraso appassionato dell’Aremogna. Roccaraso conferì al Capo dello Stato la Cittadinanza Onoraria e gli intitolò la piazza antistante il Municipio. Entrando tali indimenticabili presenze nella storia del borgo abruzzese celebrato per i suoi campionati invernali di sci a livello internazionale, quale Cortina del Sud. Conte prof. Fernando Crociani Baglioni. P.S. Un particolare omaggio ad Alessandro Bucci, titolare de “La Baita”, il quale di tanta storia, tradizione e tutela della natura di sí incontaminato territorio, è testimone e custode. Così come suo padre Franco.

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Costituzione 1948-2018. Ingiustificato il patriottismo costituzionale dei cattolici

Ricorrono quest’anno, 2018, i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione repubblicana dell’Italia. Testo elaborato dall’Assemblea Costituente come compromesso parlamentare tra le principali forze politiche del tempo e promulgato dal Capo provvisorio dello Stato avv. Enrico De Nicola il 27 settembre 1947. Entrò in vigore il 1 gennaio 1948. La Carta costituzionale della Repubblica italiana, per l’importanza giuocata nel riplasmare l’Italia uscita dalla Seconda guerra mondiale sino ad oggi, costituisce oggetto di interesse ben oltre i confini dei soli studi del diritto positivo. Determinante nel mutamento di fondamentali istituti giuridici e della visione comune su persona, famiglia, vita, autorità ecc., la Costituzione repubblicana non può sottrarsi ad un giudizio “cattolico”, ovvero condotto alla luce del diritto naturale classicamente inteso e della Dottrina sociale della Chiesa. Ne abbiamo parlato con il prof. Danilo Castellano, filosofo del diritto noto a livello internazionale, ordinario di filosofia politica e già Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Udine.

Professore, quest’anno ricorrono i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione repubblicana. I cattolici italiani, secondo lei, hanno ragioni per festeggiare?
Ritengo che i cattolici non abbiano motivo alcuno per festeggiare questo anniversario. La Costituzione repubblicana dell’Italia, infatti, è stata (e rimane) la via per l’affermazione della ideologia radicale, vale a dire del liberalismo come Weltanschauung anticattolica.

Uno sguardo critico sulla Costituzione è rarissimo da trovarsi nel dibattito pubblico. Alcune rare critiche da marxisti, altre da liberali per gli aspetti che nel testo costituzionale si discostano dai principi del social-comunismo o del liberalismo. I cattolici sembrano, invece, capaci solo di elogi… la Costituzione del ’48 è allora veramente un testo cattolico?
La Costituzione repubblicana è stata ampiamente criticata. Non solo da coloro che si ispirano alle dottrina de lei citate. Anche da cattolici. Lo dimostra, per esempio, l’interessante volume Costituzione criticata (curato da Francesco Gentile e da Pietro Giuseppe Grasso e pubblicato a Napoli dalle Edizioni Scientifiche Italiane nel 1999). La maggioranza dei cattolici, tuttavia, la esalta. Purtroppo i cattolici contemporanei vanno a rimorchio della cultura egemone (che è loto contraria). Perciò non ricordano nemmeno quanto osservato da loro (un tempo) autorevoli riviste e da pensatori e giuristi che si sono occupati con competenza della questione.

La DC e molta parte dell’intellighentia cattolica hanno presentato sin dal ’48 la Costituzione come documento mirabilmente conforme al Vangelo, quasi traduzione della più schietta Dottrina sociale cattolica. Ci aiuta a capire perché tale giudizio apologetico fu formulato e tuttora in larga parte viene sostenuto?
La sua osservazione è vera. Tuttavia la DC che all’Assemblea costituente votò con entusiasmo il testo della Costituzione, negli anni immediatamente seguenti alla sua entrata in vigore (cioè dal 1948 al 1955) si oppose alla sua applicazione. Basterebbe pensare all’ostruzionismo praticato per l’attivazione della Corte costituzionale. La DC, comunque, porta la responsabilità dell’elaborazione della tesi secondo la quale la Costituzione italiana sarebbe una Costituzione cattolica. Nell’immediato secondo dopoguerra molti pensarono di poter far leva sul verbo “riconoscere” usato dall’art. 2 Cost, per sostenere la tesi secondo la quale sarebbe stato riconosciuto e recepito il diritto naturale classico. La sentenza n. 98/1979 della Corte costituzionale ha definitivamente chiarito la questione, affermando che i diritti “riconosciuti” da quell’articolo sono quelli e solamente quelli “posti”, anche se interpretabili a fattispecie aperta. Non sarebbe servita questa sentenza per comprendere che il diritto naturale classico è estraneo alla Costituzione. Questa, infatti, all’articolo 1 invoca e fa propria la sovranità che è quanto di più positivistico ci possa essere; essa, infatti, non può riconoscere né regole né limiti. Va osservato, comunque, che anche la gerarchia cattolica ha usato dopo il 1948 il “mito” della Costituzione cristiana. Pio XII si servì di questo mito per cercare di bloccare il coerente sviluppo della dottrina politica, sociale e giuridica che sta alla base della Costituzione. Come ho cercato di dimostrare (Cfr. De Christiana Republica, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2004, pp. 15-63) Papa Pacelli si servì di un partito “liberale” (la DC) per impedire l’applicazione della Costituzione liberale (pur mantenendo il “mito” della Costituzione cristiana, funzionale all’operazione). Le conseguenze furono disastrose soprattutto perché le nuove generazioni dei cattolici italiani crebbero alla luce della Weltanschauung costituzionale scambiandola per la dottrina cattolica.

Innanzi all’entusiasmo apologetico per la Costituzione (che ad esempio in un autore come Dossetti assume tratti quasi religiosi) espresso dalla DC e dall’ufficialità cattolica italiana poche furono le voci critiche, una di queste è stata quella del giurista Carlo Francesco D’Agostino. Ce ne potrebbe brevemente parlare?
Carlo Francesco D’Agostino – lei conosce bene le sue tesi, avendo dedicato due monografie al suo pensiero (S. Cecotti, Della legittimità dello Stato italiano, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2012 e Id., Associazionismo aziendale, Cantagallli, Siena 2013) ha avuto il merito di “vedere” sin dagli anni della Costituente che la DC dava (o contribuiva in modo determinante a dare) all’Italia un ordinamento giuridico costituzionale contrario all’ordine naturale e cristiano. Ciò non solo per opera di Dossetti che esplicitamente affermò la chiusura a questo ordine ma anche per scelta di tutti i costituenti eletti con i voti dei cattolici. In quegli anni non era facile vedere l’oggettivo tradimento della dottrina politica cattolica perpetrato dal partito che godeva del voto dei cattolici.

La Costituzione, partorita in sede di Costituente come sintesi tra social-comunisti, laici liberali e cattolici è, come tale, celebrata come esempio di compromesso “alto”. Ma è possibile un compromesso, una sintesi in sede di principi della Dottrina sociale della Chiesa, a cui ogni cattolico dovrebbe ispirare la propria azione sociale e politica, e due ideologie quali la liberale e la marxista?
Mi permetto osservare che l’”alto” compromesso è “interno” alla dottrina liberale. È difficile condividere quanto sto per dire. Se si osservano, però, a fondo le cose si comprende che l’affermazione ha un fondamento. Il marxismo è uno sviluppo del liberalismo. La sua libertà come liberazione postula l’assunzione della “libertà negativa” (vale a dire della libertà esercitata con il solo criterio della libertà, cioè con nessun criterio). Anche cattolici formatisi all’Università Cattolica condividono questa dottrina, la quale non è cattolica. Basti pensare che il governo De Mita propose una legge (la 223/1990) che stabilisce il diritto soggettivo alla pornografia di Stato. Cosa coerente con la dottrina liberale (e anche con quella marxista) nonché con quella del personalismo contemporaneo. Ciò è dimostrazione che anche i “cattolici” democristiani non erano estranei alla cultura liberale. Il compromesso “alto”, perciò, altro non era che esplicitazione di un’intesa di fondo, nascosta ma sostanziale.

Cosa c’è di cattolico, dunque, nella Costituzione del ’48?
Nulla. Non può essere, infatti, fatto passare per cattolico il singolare personalismo che, come osserva per esempio Livio Paladin (Diritto costituzionale, Cedam, Padova 1998), rappresenta l’opzione fondamentale della Costituzione.

Da ciò si deduce che i deputati democristiani, pur eletti dai cattolici e come cattolici, de facto agirono da liberal-democratici. È corretto quindi affermare che la Costituzione è Testo sintesi tra liberal-democratismo e social-comunismo?
Correttissimo.

Se il punto di sintesi, come sembra e come ha appena accennato anche lei, è rappresentato dalla dottrina del personalismo contemporaneo, ci aiuta a comprenderne la natura? Tale dottrina in cosa differisce dal principio personalista della Dottrina sociale della Chiesa?
Il personalismo contemporaneo è la negazione della dottrina classica della persona, quella – per intenderci – magistralmente espressa da Severino Boezio. Il personalismo contemporaneo, infatti, è una forma di radicale individualismo. Me ne sono occupato a partire dagli anni ’80 per gli aspetti politici e giuridici. Con una pubblicazione di una decina di anni fa (cfr. L’ordine politico giuridico “modulare” del personalismo contemporaneo, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2007) ho cercato di dimostrare, considerando i problemi dell’esperienza, che il personalismo contemporaneo postula un ordine “modulare” che alla propria base pone la sola volontà della persona, qualsiasi volontà della persona. La Chiesa (ma con essa anche il pensiero classico) non può accogliere l’assoluto volontarismo che porta al nichilismo del tempo presente. L’ordine “modulare” postulato dal personalismo contemporaneo è la negazione dell’ordine naturale e cristiano. La priorità della persona, stabilita dalla Costituzione, non è la priorità del diritto naturale sull’ordinamento giuridico positivo, ma la priorità della volontà della persona cui l’ordinamento giuridico positivo è subordinato.

Venendo al dettaglio degli articoli, già l’art. 1 si presenta gravemente problematico affermando come fondamento dell’ordinamento repubblicano il principio di sovranità (popolare). Simile principio e compatibile con una comprensione razionale e una concezione cattolica della politica?
No. Non è compatibile. La sovranità come supremazia (quindi, non come indipendenza, vale a dire come la considera il Diritto internazionale) postula il primato della volontà dell’uomo, una volontà non guidata dalla ragione. È principio luciferino sia che si tratti della volontà dello Stato sia che si tratti della volontà del popolo. Essa scambia – erroneamente – la politica con il potere. Il potere è strumento della politica, non è la politica.
I Costituenti “accolsero” ciecamente le dottrina politiche e giuridiche della Modernità, elaborando il testo della Costituzione. Non furono capaci di uscire dalla e dominare la cultura allora (e tuttora) egemone.

L’affermata sovranità popolare, votata anche dai cattolici deputati, come si può conciliare con la derivazione da Dio dell’autorità temporale (ribadita da Leone XIII), con la regalità sociale di Cristo così come insegnata da Pio XI, con il giusnaturalismo classico-cristiano sempre confermato dal Magistero?
La politica è esercizio della regalità, non della sovranità. Essa è potestas necessaria al bene dell’uomo, al suo bene oggettivo, quello – per essere chiari – inscritto nella sua natura soggettiva. La sovranità rivendica, invece, il diritto all’autodeterminazione assoluta sia individuale sia collettiva (sulla questione è illuminante il lavoro di R. Di Marco, Autodeterminazione e diritto, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2017). Respinge, pertanto, l’idea stessa di dovere. Le obbligazioni, se ci sono (vale a dire se vengono ammesse), sono solamente quelle “positive”, cioè quelle poste magari attraverso decisioni o scelte condivise. Diventa così impossibile la vita buona. Anzi, diventa impossibile persino la semplice convivenza. Nessuno, infatti, godrebbe della potestas di imporre il rispetto di regole non condivise (l’origine della tesi, come noto, va cercata in Lutero). Nessuno potrebbe legittimamente stabilire qual è la vita buona. Alla radice della sovranità sta l’anarchia, non il diritto come determinazione di ciò che è giusto.

Molti cattolici lodano gli artt. 2 e 3 Cost. come ricezione costituzionale di principi della Dottrina sociale della Chiesa quali la dignità della persona, la sussidiarietà e la solidarietà. La ratio della Carta e la giurisprudenza della Corte Costituzionale consentono una simile lettura?
Gli artt. 2 e 3 Cost. sono stati (e sono) la via per l’affermazione dei “nuovi diritti”, dall’aborto procurato alle “unioni civili”, dalla pornografia di Stato alle DAT. La giurisprudenza della Corte costituzionale è costante e ferma sul punto. Talune interpretazioni ideologiche dell’art. 2 Cost. non reggono. La Pira fece un pellegrinaggio a Loreto quando venne approvato l’art. 2 Cost. Non comprese la portata della prescrizione normativa del testo dell’articolo che egli “lesse” – erroneamente – come cattolico. Gli artt. 2 e 3 sono stati (e sono) la via percorrendo la quale – come si è appena accennato – si è arrivati ai “nuovo diritti” i quali sono “pretese”. Non pretese giuridiche, ma pretese trasformate in diritti: tutto ciò che la persona (rectius: l’individuo umano) chiede è considerato un suo diritto. Così diventano “diritti”, per esempio, l’autodeterminazione per finalità di comodo, l’assunzione di sostanze stupefacenti per scopi non terapeutici, l’eutanasia e così dicendo. La dignità, secondo questa concezione, sta nella libertà di realizzare se stessi secondo un progetto qualsiasi. Ne deriva, per esempio, il coerente – anche se assurdo – riconoscimento del “matrimonio omosessuale”, il diritto soggettivo all’incesto (riconosciuto per esempio in Germania), etc.

Nel ’48 il mondo cattolico attribuì alla Carta costituzionale il merito di aver “costituzionalizzato” i Patti Lateranensi con l’art. 7. Fu veramente così? Lo Stato italiano si conservò cattolico come s’era impegnato ad essere alla firma dei Patti?
I Patti Lateranensi non furono costituzionalizzati. Quello che fu costituzionalizzato è il metodo da seguire per la revisione dei rapporti Stato/Chiesa. É di ostacolo, del resto, alla costituzionalizzazione dei Patti Lateranensi l’art. 1 Cost. e il principio di laicità (sia pure all’americana e non alla francese) dell’ordinamento costituzionale, che, secondo la Corte costituzionale, è uno dei due cardini della Repubblica italiana.

L’autorevole costituzionalista Pietro Giuseppe Grasso ha messo in relazione causale Costituzione repubblicana e secolarizzazione in Italia. È tesi che lei condivide e che ha più volte argomentato, ci potrebbe quindi brevemente illustrare la funzione secolarizzatrice esercitata dalla Carta costituzionale?
Pietro Giuseppe Grasso è un lucido costituzionalista contemporaneo, particolarmente attento all’evoluzione fenomenologica del Diritto costituzionale. Da tempo egli denuncia il fatto che la secolarizzazione della società italiana è stata favorita dalla Costituzione (Costituzione e secolarizzazione, Cedam, Padova 2002). Non solo da questa, certamente. Essa, però, ha giuocato un ruolo molto importante, anzi decisivo, in questo processo. Rosmini definirebbe il processo di secolarizzazione come processo di empietà (Frammenti di una storia dell’empietà, Borla, Torino 1968). La secolarizzazione infatti sostituisce ai diritti di Dio i diritti dell’uomo. Particolarmente eloquente per esempio, a questo proposito, è il fatto che il reato di vilipendio alla religione, previsto dal Codice penale italiano, sia stato dalla Corte costituzionale (Sentenza n. 508/2000) mantenuto ma solamente in quanto offensivo del sentimento religioso individuale, non quale offesa a Dio. Per la qual cosa è reato l’offesa al sentimento di un “fedele” della religione satanista al pari del vilipendio della religione cristiana.

Leggi ingiuste, illegittime perché contrarie al diritto naturale sono state giudicate – lo ha sottolineato anche lei – perfettamente conformi alla Costituzione anzi, spesso, sono state ritenute necessarie attuazioni dei principi costituzionali. Così per la Consulta divorzio, aborto procurato, rettifica chirurgica (e anagrafica) di sesso, pornografia, etc… sono costituzionalmente legittimi, veri e propri diritti. L’arcivescovo Crepaldi, prendendo atto del radicale pervertimento del diritto in molte leggi positive della Repubblica con il male elevato a diritto, indicava, in più d’una occasione, l’orizzonte costituzionale come quello adeguato alle battaglie pro-vita e pro-famiglia. Mons. Crepaldi riconosceva così la necessità che le battaglie per leggi conformi ai principi non negoziabili passassero dal piano ordinario a quello costituzionale. È la Costituzione a dover essere modificata per poter vedere tutelate vita e famiglia in Italia. Concorda?
Mons. Crepaldi in occasione dell’approvazione della legge sulle DAT ha rilasciato una Dichiarazione coraggiosa, da autentico pastore. Va sottolineata, a questo proposito, la chiarezza del suo magistero sul piano morale. Più complicata è la questione sul piano politico e giuridico. Innanzitutto perché la Costituzione repubblicana in vigore non può essere invocata a difesa e garanzia di valori oggettivi; essa, infatti, tutela i valori come opzioni dell’individuo e dei gruppi sociali. Per la qual cosa è convinzione illusoria – propria di diversi movimenti e di taluni circoli – quella di potere appellarsi alla Legge fondamentale della Repubblica per difendere il “minimo” che resta da difendere. Secondariamente, perché ogni battaglia di “contenimento” è in prospettiva inutile (non riesce ad eliminare l’effetto dell’onda distruttrice dell’ordine morale naturale in atto) e dannosa (rischia di creare il convincimento – erroneo – secondo il quale la Costituzione, almeno in parte, sarebbe da salvare).
La Costituzione va radicalmente modificata, anzi sostituita. Non è impresa facile e, oggi, nemmeno forse opportuna se si considera la cultura egemone e gli orientamenti di fondo condivisi dalla maggioranza e dagli stessi cattolici. La Costituzione ha bisogno di convincimenti profondi e diffusi, conformi all’ordine dell’essenza dell’uomo e delle società naturali.
Il passaggio dalla normativa a difesa della vita, della famiglia e via dicendo dal livello ordinario a quello costituzionale è attualmente praticamente impossibile. Ciò non significa che si debba rinunciare all’impegno. Questo avrà successo, però, nella misura in cui sarà stato strategicamente preparato. In altre parole, usando il linguaggio militare, la tattica è un momento della strategia, non viceversa. Difendere, per esempio, la vita o la famiglia è possibile solamente in un quadro culturale ed ordinamentale coerente e, soprattutto, fondato, vale a dire non lasciato né in balia di momentanei capricci né affidato alle soggettive opzioni (opto perché opto), le quali non consentono di raggiungere le ragioni delle scelte e di giustificarle con argomenti razionali.

Quale dovrebbe essere, a suo giudizio, la posizione dei cattolici davanti alla Costituzione? Quali esigenze di emendazione della Carta dovrebbero avanzare i cittadini cattolici?

Innanzitutto i cattolici (come gli italiani) dovrebbero conoscere la Costituzione per concetti. Intendo dire che non dovrebbero assumerla come se fosse il Vangelo (qualcuno – Renzi per esempio – l’ha recentemente anteposta al Vangelo). Essa va conosciuta non solo nella parte prescrittiva (oggi è difficile anche questa conoscenza, essendosi affermata la dottrina ermeneutica secondo la quale le norme costituzionali sono il materiale di base per la costruzione della prescrizione). La stessa parte prescrittiva non sarebbe adeguatamente comprensibile in difetto della conoscenza dei presupposti teorici (o teoretici) della Legge fondamentale. La Costituzione, perciò, va conosciuta innanzitutto sotto il profilo “giustificativo” dei suoi dogmi e dei suoi istituti. Se fosse conosciuta sotto questo profilo difficilmente potrebbero essere sostenute tesi (riproposizione del dossettismo) secondo le quali l’art. 2 Cost. segnerebbe una priorità del diritto sulla legge e, più in generale, il costituzionalismo (moderno) segnerebbe la priorità dell’ordine naturale preesistente ad ogni ordinamento giuridico positivo sull’ordinamento giuridico positivo medesimo.
Suggerimenti in tal senso vengono da fonte autorevole. Paolo Grossi, per esempio, ha riproposto queste indicazioni in un recente (ed interessante) lavoro (cfr. L’invenzione del diritto, Laterza, Roma-Bari 2016), il quale sembra ignorare (di fatto, comunque, va contro) la giurisprudenza della Corte costituzionale di cui egli è stato presidente.
I cattolici non possono continuare a ripetere acriticamente i luoghi comuni della dottrina liberale. La loro vocazione a servire la verità li impegna a riconsiderare la questione in profondità. Per poter parlare, infatti, di bene comune è necessario conoscere il bene che le teorie liberali circoscrivono entro la sfera privata e, quindi, riducono a mera opinione.

Fonte: Osservatorio Cardinale Van Thuân, 18 giugno 2018

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Medicina complementare. ONDAMED: Biofotoni e Benessere

Traumi fisici ed emozionali che risiedono a livello cellulare, spesso dimostrano di essere la causa principale di malattie e disfunzioni. La biorisonanza magnetica con ONDAMED, offre un valido supporto per sbloccare tale aree, permettendo alle cellule e ai tessuti danneggiati di rilasciare dolcemente tutte le memorie dei traumi e nello stesso tempo di nutrirle di nuovo con naturale flusso costante di energia vitale.
Di seguito, propongo un’auto-testimonianza. Più che un’auto-testimonianza è l’inizio di un libro. Il libro che da tempo è pazientemente in attesa di essere scritto. Quanto leggerete in questo primo capitolo, è la parte della mia vita che intitolerò “Aprirsi alle infinite possibilità“.
Tra le tantissime sperimentate personalmente, mi focalizzo qui su due specifiche esperienze con ONDAMED.  Quelle che hanno attinenza con difficoltà sia psichiche che fisiche, dove ho ricavato un successo pieno.
In più, seguono altre testimonianze di persone le quali hanno sperimentato a loro volta i benefici di ONDAMED, grazie a cui hanno trovato risposta diventando stabili, riacquistando forza, beneficiando di un nuovo livello di salute per poi mantenerlo.

Magda Elena Arama

“L’auto-testimonianza.
Nove anni fa attraversavo un periodo dolorosissimo e di profonda depressione causata dalla perdita di mia madre, alla quale ero molto legata.
Alcuni cari amici mi invitarono a trascorrere una vacanza con loro, in Germania. Sapevano della mia condizione, erano molto preoccupati e desideravano sostenermi. E lì, a casa loro, entrai in contatto per la prima volta con ONDAMED®. I miei amici in Germania traggono benefici dalla tecnologia ONDAMED giornalmente: lo utilizzano per riequilibrare ogni tipo di malessere fisico, emozionale ed energetico; per la rigenerazione e il ringiovanimento cellulare, ma soprattutto per prevenire disturbi della salute e malattie importanti.
Decisi così di sperimentare ONDAMED anche io. Dopo solo sei sessioni di 30 minuti ciascuna mi sentii di nuovo brillare; felice, come soltanto da bambina ricordavo di esserlo.

Un anno dopo ritornai in Germania per seguire dei corsi. Ero decisa a specializzarmi come terapeuta indipendente di biorisonanza magnetica del dispositivo ONDAMED, che conseguii con la qualifica “Cum Laude”. Da quel momento  posso contribuire anche io al benessere di tantissime altre persone. Sono così soddisfatta!

Qualche anno fa, a causa di forte stress, fui colpita da malessere fisico, alla struttura ossea questa volta. Un grave problema di perdita della massa ossea era fortemente visibile ad occhio nudo sia sul volto che dei seni mascellari.
Silvia Binder, N.D Ph.D Presidente/CEO ONDAMED e moglie del creatore del dispositivo, mi consigliò di applicarmi ogni sera per due settimane uno specifico programma contenuto in ONDAMED per riacquistare la massa ossea.

Mi ripresi dopo poche applicazioni. Questo specifico programma di ONDAMED interviene infatti sui principali pilastri del processo naturale di autoguarigione che ognuno di noi ha in dotazione dalla nascita, ossia:
– il rilassamento del sistema nervoso,
– disintossicazione e drenaggio linfatico,
– miglioramento del metabolismo.
Lo stress intenso e prolungato, come sappiamo, blocca il processo di autoguarigione, ed è proprio qui che ONDAMED interviene con grandi riusultati. Già dopo due settimane la mia struttura ossea si era visibilmente ripristinata.
Ho scelto tra le tantissime che ho vissuto personalmente queste due specifiche esperienze con ONDAMED perché riguardano difficoltà sia psichiche che fisiche dove personalmente  ho ottenuto un pieno successo.A seguire, vi propongo altre testimonianze di clienti ONDAMED i quali hanno riscontrato importanti benefici dall’utilizzo di questo dispositivo di medicina quantistica:- Stress cronico
– Depressione
– Insonnia
– Emorroidi
– Ragadi
– varicocele
– terapia del dolore
– dolori muscolari e articolari
– artriti reumatoidi
– parassitosi intestinale
– dolori mestruali
– squilibrio ormonale
– dipendenza da fumo, alcol, zucchero etc
– rigenerazione cellulare
– disbiosi intestinale
– candidosi
– fibromialgia
– osteoporosi
– disturbi alla prostata
– processi cronici degenerativi
…e tanto altro ancora. ”

Magda Elena Arama, Roma
Naturopata approccio bioenergetico, Terapeuta di biorisonanza magnetica ONDAMED, Facilitatrice Access Bars di Access Consciousness

Per informazioni : 

e-mail: magdaarama@gmail.com
cell.:3335785464

Alcune testimonianze:

“A causa di un forte periodo di stress dovuto ad una grande perdita mi sono ritrovata a non essere più capace di adempiere alle più comuni faccende di casa. Anche spolverare era fatica tanto da dovere intervenire con degli aiuti. In più non riuscivo più a dormire. Proprio in questo periodo siamo venuti a conoscenza dell’esistenza dello strumento Ondamed capace di riequilibrare in breve tempo. Già dopo la prima seduta è cambiato qualcosa e sono riuscita ad addormentarmi dalla sera stessa. Dopo tre sedute in solo due settimane ho recuperato il mio stato di forma ideale.” Giuseppina P., Monterotondo”…Dopo la terza seduta di trattamenti Ondamed:
– Ho iniziato i trattamenti a causa di un dolore acuto al ginocchio destro, e di una forma di artrosi ad alcune dita di entrambe le mani, diagnosticatami dal medico curante.
– A oggi i dolori si sono notevolmente attenuati. Al ginocchio sono praticamente scomparsi; le articolazioni delle dita delle mani sono meno dolenti e la mobilità è tornata quasi normale, tanto da permettermi la chiusura totale del pugno, impossibile fino a poco tempo fa.
– Inoltre durante i trattamenti mi sento completamente rilassato, con respirazione profonda e un gradevole senso di benessere, che si protrae per tutta la giornata e che mi facilita un tranquillo sonno notturno.” Eugenio Ercolani, ingegnere Roma.”Ho effettuato una decina di sedute, attraverso le quali ho potuto riscontrare la validità e l’efficacia di tale presidio, sia dal punto di vista della ricerca delle cause, la cosiddetta diagnosi, che di trattamenti con delle frequenze elettromagnetiche specifiche, sia a livello preventivo che curativo.
La cosa che più mi ha colpito in bene di questo apparecchio è stata la precisione e la velocità con la quale ho risolto problemi vecchi quali parassitosi intestinali che mi portavano a periodici e ripetitivi sanguinamenti e pruriti anali.”
Dr. Riccardo Nicolella, Scienza della Salute e del Comportamento Umano. Sora

“Mi avevano riscontrato un varicocele bilaterale. Mi dissero che era opportuno operarlo, e mi proposero un intervento chirurgico molto costoso. Si sa che un disturbo del genere può impedire la procreazione quindi cercai di fare qualcosa al riguardo al più presto perché ero molto preoccupato.
In breve tempo venni a conoscenza dell’apparecchiatura ONDAMED e mi sottoposi a dieci sedute bellissime, molto rilassanti e che mi portavano ad uno stato di pace interiore; ad ogni seduta sentivo che avveniva qualcosa dentro di me che mi faceva stare bene. Certo, ho unito anche un alimentazione sana priva di zuccheri raffinati e carni rosse, un po di attività aerobica ma da sole non sarebbero bastate; il miracolo l’ha fatto ONDAMED…lo so, lo sento… Infatti, finito il ciclo di dieci sedute, ho ripetuto il controllo urologico e mi hanno confermato che il varicocele si è ridimensionato al punto che non c’è bisogno di operare. In più, con grande gioia da poco sono diventato anche padre di un bellissimo bambino.” Filippo Rosi, Roma

“Ho conosciuto l’efficacia di ONDAMED per alleviare i dolori mestruali, che si erano manifestati quel mese più acuti del solito. Ero letteralmente a terra, non riuscivo a muovermi senza provare un dolore lacerante che mi impediva di svolgere il mio lavoro.  Ero curiosa quanto in fretta il mio disturbo sarebbe cessato e se effettivamente sarebbe passato. Bene..già dopo un’ora il dolore che fino ad allora era arrivato persino nelle gambe, era notevolmente diminuito per poi scomparire letteralmente dopo due ore e non ritornare più neanche in forma lieve per tutto il periodo del mestruo.” Bianca Chirnoaga, Roma

“Ho conosciuto Magda in un momento drammatico, un lutto doloroso che avrebbe segnato la mia vita e quella di mio marito per sempre. Difficile trovare le parole per descrivere la disperazione di quei giorni, l’angoscia che pervadeva la mia anima, la depressione che incombeva, insieme ai terribili pensieri che non trovavano un senso e una luce. I primi bagliori li ho iniziati ad intravedere quando mi sono aperta al “cambiamento”, quando ho compreso intimamente che questa nostra vita è fatta di gioie e anche di dolori, il differenziale è come noi ci poniamo di fronte ad essi. L’energia che viviamo e che vibriamo rappresenta ciò che noi scegliamo di essere…e questo l’ho capito oggi nella sofferenza, vedendo nel dolore anche un’opportunità.

Attraverso un percorso di naturopatia pensato per noi, fondato sull’utilizzo di trattamenti con i Access Bars, strumento naturale di grande aiuto e di espansione energetica, con ONDAMED un dispositivo di biorisonanza magnetica, e contestualmente con il supporto di piante officinali, floriterapia, letture specifiche consigliate e colloqui personali, Magda ha saputo aiutarmi a spazzare via lo stato depressivo.
In poco tempo abbiamo ripreso a sorridere e a far splendere il sole dentro e fuori di noi. Sembra assurdo, ma è così.
Cara Magda ti ringrazierò sempre per la tua gentile professionalità, empatia, e per il tuo approccio dolce e discreto. Le nostre sedute hanno generato in me nuova fiducia e infiniti sorrisi, comprendendo fino in fondo il loro “universale” significato. Oggi ho acquisito una nuova consapevolezza sulle diverse possibilità che noi abbiamo nelle nostre vite.” Martina F. Roma

“Dopo l’ennesima notte passata  tra il letto e il bagno, tra pomate e unguenti vari che mi sono stati prescritti dal proctologo per emorroidi e ragadi molto fastidiosi di cui soffrivo già da più di un mese, mi sono deciso di andare da Magda per fare qualche seduta con ONDAMED.
Devo dire sinceramente che ero un po’ scettico, ma dopo la prima seduta, non dico “Oddio Miracolo!” ma mi sono  sentito subito molto meglio! A distanza  di qualche mese posso dire di non soffrire più ne di emorroidi, ne di ragadi …Evviva!!!
Consiglio ONDAMED perché funziona davvero! E’ un dispositivo di biorisonanza che agisce dolcemente, per non parlare della dolcezza e la professionalità di Magda che ti fa sentire subito a proprio agio. Grazie!”
Mimmo C. Roma

” Due anni fa ho avuto un grave problema alla tiroide che aveva formato una ciste di ben 5 cm di raggio più due noduli. Il medico si allarmò e mi consigliò di toglierla immediatamente e di iniziare una terapia specifica.
Decisi invece di ricevere trattamenti di biorisonanza magnetica con Ondamed e dopo venti di essi la mia tiroide ritorno perfettamente nella norma. Ondamed è un dispositivo straordinario i cui benefici vanno oltre ogni immaginazione. Ho a disposizione esami ecografici.”
Bruna B. Roma

A livello mondiale invece le testimonianze e i casi di studio con ONDAMED® sono innumerevoli e importanti. Per avere una panoramica, questo è uno dei link che viene visitato spesso: ONDAMED Case Studies  .

Cos’è ONDAMED®?

ONDAMED® è il risultato di oltre 30 anni di ricerche e terapie in biofisica medica, realizzato dall’ingegnere  elettronico  Rolf Binder, in Germania.
È uno studio basato su Campi Elettromagnetici Pulsati (CEMP) e sui centri fisiologici di bioreazione del polso (Biofeedback- V.A.S.).
È una tecnologia studiata per il trattamento con la biorisonanza magnetica pulsante, il primo esempio di applicazione della fisica quantistica alla medicina.
Basato sul principio di induzione elettromagnetica, emanando biofotoni , produce campi elettromagnetici altamente focalizzati; essi penetrano profondamente nell’area prescelta del corpo, per stimolare in modo indolore i tessuti, nervoso, muscolare, osseo e far ripartire “a spinta” le attività cellulari, facilitando la rigenerazione del tessuto stesso e dell’intero sistema nervoso.
La tecnologia ONDAMED aiuta a trovare tessuti disfunzionali localizzati ovunque sul corpo. Il tessuto disfunzionale include infiammazione, infezione, cicatrici e anche traumi emotivi e shock vissuti che risiedono come memoria cellulare da qualche parte sul corpo.
In pratica, le onde magnetiche pulsate, ricreano le frequenze emanate naturalmente dalle cellule stesse, rafforzandole e stimolandone l’auto-guarigione in caso di “malattie” (inteso come squilibrio energetico).

È un’apparecchiatura che pone qualsiasi pratica medica all’avanguardia, dato che incorpora ed integra le più recenti scoperte scientifiche su come il corpo umano regola se stesso.

Magda Elena Arama, Roma
Naturopata approccio bioenergetico, Terapeuta di biorisonanza magnetica ONDAMED, Facilitatrice Access Bars di Access Consciousness

Per informazioni : 

e-mail: magdaarama@gmail.com
cell.:3335785464

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Roma, “Liberté en Amérique”: Simposio franco-americano al Centre Saint-Louis

ROMA. Domani, 30 maggio (18.00-19.30) – la festa di Sta. Giovanna D’Arco – si terrà un breve simposio franco-americano dal titolo “Liberté en Amérique” al Centre Saint-Louis, il centro culturale francese di Roma, Largo Toniolo, 22.

I partecipanti discuteranno insieme ai due illustri professori dalla Francia e USA – Jean-Baptiste Noé e Samuel Gregg –  sui contributi francesi di  Alexis de Tocqueville, Frédéric Bastiat Jacques Maritain alla comprensione e crescita della libertà in America e, di conseguenza, nel resto del mondo moderno libero.

I temi correlati saranno: l’importanza delle istituzioni democratiche, educative e religiose, una economia libera e creativa e lo stato di diritto come garante della libera ricerca della verità e felicità.

Institut Français – Centre Saint-Louis & Istituto Acton
presentano

Liberté en Amérique
Un dialogo sul contributo francese alla tradizione della libertà americana

Relatori
Prof. Samuel Gregg, Acton Institute (Michigan, USA)
Prof. Jean-Baptiste Noé, Professore di Storia Politica ed Economica (Parigi, FRANCIA)

Mercoledì 30 maggio 2018
18:00 – 19:30
Breve ricevimento a seguire

Centre Saint-Louis
Largo Toniolo, 22  –   Roma (MAPPA)
(accanto alla Chiesa San Luigi dei Francesi)

Lingue
Discorsi in francese e inglese
Interpretazione simultanea in Italiano
Copie dei testi disponibili in francese, inglese e italiano
Ingresso libero

RSVP: 
istitutoacton@acton.org
INFO

In questo breve simposio analizzeremo alcuni dei contributi specificamente francesi alla comprensione della natura e della crescita della libertà in America. Spiegheremo come alcuni studiosi francesi quali Alexis de TocquevilleFrédéric Bastiat Jacques Maritain siano andati oltre le apparenze per approfondire il nostro apprezzamento delle idee e dei paradossi che hanno ispirato la tradizione della libertà negli Stati Uniti.

 Scarica la locandina-invito:

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ROMA, CONFERENZA INTERNAZIONALE ALL’ANGELICUM: SAN GIOVANNI PAOLO II E LA SUA EREDITÀ

Giovedì, 26 aprile 2018 alle ore 9.00, alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (8.15 Santa Messa Chiesa dei Santi Domenico e Sisto, Largo Angelicum 1)

 

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Musei Vaticani, apertura straordinaria dal 20 aprile al 26 ottobre 2018

Museidisera, Arte, Musica: Metti una sera ai Musei Vaticani 

Città del Vaticano, 18 aprile 2018 – I Musei Vaticani rinnovano l’appuntamento con le aperture notturne rendendosi accessibili anche la sera dal 20 aprile al 26 ottobre 2018 tutti i venerdì dalle 19 alle 23, ultimo ingresso ore 21,30. L’apertura straordinaria offre, in primo luogo, la possibilità di visitare i Musei del Papa in un orario inconsueto, lontano dai ritmi vorticosi dei circuiti del turismo di massa, diventando così uno spazio privilegiato per chi desidera beneficiare al meglio del patrimonio culturale che i Vaticani racchiudono.

Un momento ideale, dunque, per trarre ispirazione, istruzione e diletto dalla contemplazione dei capolavori custoditi nelle raccolte pontificie: l’agio di spazi meno affollati, la luce e il silenzio che la notte porta con sé rendono i Notturni un’esperienza emozionante, uno spettacolo della conoscenza che vale la pena ripetere ogni anno.

Le aperture notturne esprimono, altresì, l’attenzione dei Musei Vaticani verso il pubblico romano normalmente impegnato nelle attività quotidiane durante i consueti orari di apertura del giorno: i cittadini della capitale possono, una volta a settimana, riappropriarsi dei propri Musei, scrigno di tante opere che sublimano l’identità della Città Eterna.
Il rinnovato accordo con ATAC sigilla questo intento: esclusivamente durante le aperture serali, tutti i possessori della Metrebus Card e della è Roma potranno acquistare, senza l’obbligo di prenotazione, un biglietto per la visita in notturna del venerdì al prezzo speciale di 17,00 €. L’agevolazione, estesa anche ad un eventuale accompagnatore prevede, inoltre, la possibilità di accedere alle collezioni attraverso un ingresso riservato skip the line e di ricevere una copia dell’esclusivo dvd “Arte e Fede, i Tesori del Vaticano”, un suggestivo racconto per immagini di 2000 anni di storia della Chiesa e dell’arte.

Protagonista delle aperture notturne sarà anche quest’anno la musica del vivo. Museidisera Arte, Musica è il titolo della rassegna musicale frutto della collaborazione tra i Musei Vaticani e il Comitato Nazionale Italiano Musica (CIDIM). Le visite serali saranno impreziosite da una serie di iniziative concertistiche comprese nel costo del normale biglietto. Dal Tango Argentino al canto dei cori, dalla tromba di Nello Salsa alla musica bandistica, dalla pizzica salentina fino ai celebri capolavori della musica classica realizzati
dalle giovani eccellenze dei maggiori Conservatori italiani.

Tutti i concerti (inizio ore 20,00 – durata 60 min. ca.) saranno ospitati nello splendido scenario del Cortile della Pigna – con il Palazzo del Belvedere restituito al pubblico nel suo colore originale grazie a un grandioso restauro appena concluso – e tra le celebri sculture greche e romane esposte all’interno del Museo Gregoriano Profano.
Si parte venerdì 20 aprile, con la fanfara dei bersaglieri di Aprilia Adelchi Cotteri che, prima di esibirsi in brani della tradizione bersaglieresca e in musiche della tradizione musicale italiana, suonerà il suo inno marciando a passo di corsa attraverso le gallerie dei Musei.
“Mi rivolgo soprattutto ai giovani: non perdete questa occasione – commenta Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani – Sono convinta che non ci sia nulla di più sorprendente che immergersi nella bellezza delle collezioni vaticane illuminate dalla luna che si affaccia dietro la Basilica di San Pietro. E l’emozione è ancora più forte perché ci si muove tra le note delle più celebri melodie, fra i cortili e i luoghi che nei secoli sono stati attraversati dai pontefici e dai più grandi artisti della storia. Le arti in dialogo tra loro, le porte aperte al cuore e agli occhi. Sono sicura vi emozionerete e uscendo porterete con
voi qualcosa di prezioso e inaspettato”.
In occasione della aperture serali è obbligatoria la prenotazione online.

Per conoscere il programma completo de Museidisera, Arte, Musica e per ogni altra informazione consultare il sito ufficiale www.museivaticani.va .

Info: UFFICIO STAMPA MUSEI VATICANI
Tel. 06 69883041 – fax 06 69885236 – stampa.musei@scv.va

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Roma, Convegno “1918-2018: Centenario dell’unità romena, retrospettive e prospettive”

Futuro Insieme

Per celebrare il Centenario dell’unità rumena, l’Associazione IRFI onlus ” Italia-Romania: Futuro Insieme”, organizza, in collaborazione con i ricercatori di “Studio Realtà” della Facoltà di Scienze Sociali – PUST e l’Associazione Dacia, un evento a carattere storico, presso la Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, largo Angelicum 1, 00184 Roma, Italia.

Il convegno dal titolo “1918-2018: Centenario dell’unità romena, retrospettive e prospettive”, si terrà in Aula 3, venerdì, 23 marzo 2018, alle ore 17:30.

Per informazioni: 320 1161307.

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Roma, il libro “Karol Wojtyla e Humanae vitae” sarà presentato il 7 marzo

Auditorium del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II – Piazza San Giovanni in Laterano, 4 ROMA – Mercoledì, 7 marzo 2018, ore 17,00 .

Karol Wojtyla e Humanae vitae
Il contributo dell’Arcivescovo di Cracovia e del gruppo di teologi polacchi all’enciclica di Paolo VI

Cantagalli, Siena 2017

Intervengono:
Gerhard Ludwig Card. MULLER
Stanislaw GRYGIEL
David CANTAGALLI
Pawel Stanislaw GALUSZKA

Modera:
Livio MELINA

Mercoledì, 7 marzo 2018 – ore 17,00
Auditorium del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II
Piazza San Giovanni in Laterano, 4

In che cosa consiste il problema che molti teologi cattolici, anche fedeli al Magistero, continuano a manifestare? Se una questione rimane attuale in un così grande spazio di tempo, non può essere trascurata e vale la pena di prenderla sul serio. Recentemente il Papa emerito Benedetto XVI, nella sua intervista con Peter Seewald, ha schiettamente rivelato la sua personale difficoltà ed anche il modo in cui fu poi da lui superata. Alla domanda del giornalista di come giudicò l’enciclica, egli rispose: «Nella mia situazione, nel contesto del pensiero teologico di allora, l’Humanae vitae era un testo difficile. Era chiaro che ciò che diceva era valido nella sostanza, ma il modo in cui veniva argomentato per noi, allora, anche per me, non era soddisfacente. Io cercavo un approccio antropologico più ampio. E in effetti papa Giovanni Paolo II ha poi integrato il taglio giusnaturalistico dell’enciclica con una visione personalistica» (Benedetto XVI, Ultime conversazioni). Ecco dunque un’indicazione autorevole e feconda di ricerca: la risposta a tante difficoltà può essere trovata nella visione personalistica di Karol Wojtyła / papa Giovanni Paolo II, che offre un approccio antropologico più vasto. Il libro sarà di aiuto a tutti quelli che vorranno comprendere più a fondo l’etica della vita matrimoniale e imparare a guardare in modo più adeguato la persona umana.

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Scontrone (Aq), Nicola Mastronardi presenta “La religiosità dei Sanniti”, di A. Testa

Venerdì, 22 dicembre, alle ore 18 , presso il Museo Internazionale della Donna nell’Arte di Scontrone (Aq), lo scrittore-giornalista  Nicola Mastronardi, presenterà il libro “La religiosità dei Sanniti”, di Alessandro Testa. Alla presenza del Sindaco di Scontrone Dott.ssa Ileana Schipani, e del Vicesindaco Dott.ssa Erika Iacobucci archeologa.

Pochissimi gli indizi sulla religiosità dei Sanniti. I reperti archeologici  tramandano i nomi degli déi e qualche peculiarità, ma tacciano sulle pratiche religiose. L’antropologo Alessandro Testa ha raccolto e catalogato i numerosi studi sulla religione dei Sanniti per stimolare ulteriori approfondimenti nel suo ultimo saggio, La religiosità dei Sanniti (Cosmo Iannone Editore, 2017).

Alessandro Testa pone nel suo lavoro diversi quesiti sulla religione sannita. Quali déi veneravano? Che tipo di religiosità manifestavano? Si tratta di un’opera sull’origine indoeuropea dei Sanniti, che è testimoniato dalla tripartizione divina a fondamento del loro pantheon: VictoriaErcole e Ops. Sulla scorta degli studi di Georges Dumezil, prova come costoro presenziassero alle tre funzioni sociali basilari delle culture indoeuropee. E’ un punto di partenza essenziale per poter ricostruire una religione tanto ignota.

Pubblicato da Cosmo IannoneEditore, saràpresentataoggi a Scontrone, in Abruzzo , l’approfondita ricerca sullegame con le divinità dell’antico popolo Italico del centro-sud Italia, iSanniti, con unosguardo più attentoallareligiosità dei pentri.

I capitoli tematici analizzano tanto le tendenze generali che caratterizzano i culti meglio documentati quanto alcuni episodi storici e siti archeologici particolarmente rappresentativi.

Tra gli argomenti trattati, il ver sacrum, le pratiche funerarie, la Tavola Osca, il pantheon, e il complesso politico-religioso maggiore della nazione sannitica, vale a dire Pietrabbondante. La prefazione è a cura dell’illustre antichista Dominique Briquel, professore alla Sorbona di Parigi.

Questo libro presenta al pubblico degli appassionati di cose antiche, specialisti e non, una panoramica breve ma densa, dettagliata e aggiornata sulla religiosità dei Sanniti, e della compagine pentra più in particolare, che per secoli fu la più fiera nemica dei Romani.

I capitoli tematici analizzano tanto le tendenze generali che caratterizzano i culti meglio documentati quanto alcuni episodi storici e siti archeologici particolarmente rappresentativi. Tra gli argomenti trattati, il ver sacrum, le pratiche funerarie, la Tavola Osca, il pantheon, e il complesso politico-religioso maggiore della nazione sannitica, vale a dire Pietrabbondante.

A fronte di una quantità di studi e volumi considerevole prodotta da archeologi, filologi ed epigrafisti, le forme e le strutture della cultura religiosa dei Sanniti non compaiono tra gli argomenti più visitati dagli storici e antropologi delle religioni del mondo antico; questo è infatti il primo libro di taglio storico-antropologico incentrato esclusivamente su questi temi. Il testo è introdotto da una prefazione firmata dall’illustre antichista Dominique Briquel, professore alla Sorbona di Parigi.

Libri. La religiosità dei Sanniti di Testa, le antiche tracce indoeuropee

Alessandro Testa (Isernia 1983) è ricercatore in Etnologia dell’Europa presso l’Università di Vienna. Laureato in Storia e specializzato in Studi storico-religiosi all’Università di Roma “Sapienza”, da anni è in viaggio in Europa e nel mondo, per lavoro e studio. Poliglotta e amante della letteratura è al suo terzo lavoro (“Miti antichi e moderne mitologie” ,Roma 2010; “Il carnevale dell’uomo-animale”, Napoli 2014).

Cosmo Iannone Editore è una casa editrice molisana. Da sempre ha valorizzato e scoperto autori e tematiche artistiche e culturali della letteratura molisana e mondiale.

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Auguri di Lieto Santo Natale e un 2018 di buone notizie!

Madonna col Bambino e santi, 1519-1523. Museo statale d’arte Medievale e Moderna, Arezzo.

Trascorsi molti secoli dalla creazione del mondo, quando in principio Dio creò il cielo e la terra e plasmò l’uomo a sua immagine; e molti secoli da quando, dopo il diluvio, l’Altissimo aveva fatto risplendere tra le nubi l’arcobaleno, segno di alleanza e di pace; ventuno secoli dopo che Abramo, nostro Padre nella fede, migrò dalla terra di Ur dei Caldei; tredici secoli dopo l’uscita del popolo d’Israele dall’Egitto sotto la guida di Mosè; circa mille anni dopo l’unzione regale di Davide; nella sessantacinquesima settimana secondo la profezia di Daniele; all’epoca della centonovantaquattresima Olimpiade; nell’anno settecentocinquantadue dalla fondazione di Roma; nel quarantaduesimo anno dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto, mentre su tutta la terra regnava la pace, Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell’eterno Padre, volendo santificare il mondo con la sua piissima venuta, concepito per opera dello Spirito Santo, trascorsi nove mesi, nasce in Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria, fatto uomo: Natale di nostro Signore Gesù Cristo secondo la carne. (Martirologio Romano)

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Roma, “(Re)thinking Europe”: dialogo tra la Chiesa e il mondo della politica

Dal 27 al 29 ottobre, in Vaticano, si terrà “(Re)thinking Europe”, dialogo organizzato dalla Santa Sede e dalla Comece, in occasione del 60.mo anniversario della firma dei Trattati di Roma, con la partecipazione di Papa Francesco.

Scarica il Programma in italiano, inglese, tedesco e francese.

Ripensare l’Europa: contributo cristiano al futuro dell’Ue”. È il titolo del congresso organizzato in Vaticano dal 27 al 29 ottobre dalla Commissione degli episcopati della Comunità Europea (Comece) in collaborazione con la Santa Sede, in occasione del 60.mo anniversario della firma dei Trattati di Roma (25 marzo 1957). Prevista un’udienza finale con il Papa. Dopo le prime  informazioni diffuse nei giorni scorsi, un comunicato stampa della Comece spiega che l’appuntamento vuole essere una riflessione “costruttiva” e una “discussione franca e aperta” tra attori di differenti orizzonti geografici, culturali, religiosi e linguistici, sotto lo slogan: “unità nella diversità”, con al centro il tema della “dignità umana”. (Fonte: Radio Vaticana)

Tutte le informazioni sul link: http://www.comece.eu/eu60dialogue

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