1°MAGGIO, STELLA AL MERITO DEL LAVORO A FERNANDO CROCIANI BAGLIONI


Fernando Crociani Baglioni

Fernando Crociani Baglioni

Roma.  Una decorazione per l’impegno di una vita di lavoro profuso al servizio della società italiana, all’insegna dei valori etici e civili di sempre.

Quando il 2 gennaio 1969 il Conte Fernando Crociani, Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità, assumeva servizio in Vaticano alla Segreteria di Monsignor Amleto Tondini storico Segretario  dei  Brevi ai Principi di quattro Pontefici, Cappellano della Guardia Palatina d’Onore e direttore della Rivista vaticana e internazionale “Latinitas”, certamente non poteva sognare, neppure immaginare tanto. Dopo quarantacinque anni di ininterrotto servizio, avrebbe, all’apice della carriera in una confederazione economica italiana, impegnato in relazioni internazionali, già Gran Croce di numerosi Ordini pontifici, nazionali ed esteri, conseguire la Stella al Merito del Lavoro con il titolo di Maestro del Lavoro della Repubblica Italiana, conferitagli dal Capo dello Stato.

SML

 Un percorso di vita complesso ed irto di tornanti talora ardui – come egli stesso declama nel suo libro storico – ma che il Conte Crociani Baglioni superò con tenacia inenarrabile, sempre fedele e coerente ai suoi ideali di vita, cattolici e civili, che si riassumono nel motto: Dio Patria Famiglia Onore Lavoro.

Il proponente scriveva al Presidente della Repubblica: “funzionario di alte qualità professionali e morali come di notevole laboriosità”.

Giunge al Conte Fernando Crociani Baglioni tale prestigiosa decorazione che segue tra l’altro quella di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, la Pubblica Benemerenza per la Protezione Civile, la Medaglia di Bronzo al Merito della Croce Rossa Italiana, etc. Non si può che evidenziare un percorso di vita che si può ben dire da record. In un’ epoca che vide l’imperversare per l’economia italiana, per l’etica del lavoro e per lo stesso costume civile degli italiani delle pensioni baby. Tanto scandalose quanto dure a morire, e compromettenti per i destini della previdenza e sicurezza sociale dei cittadini, delle generazioni attuali e future.

Il fatto che un intellettuale romano impegnato nel lavoro già dall’epoca del boom economico, nel giornalismo come nelle istituzioni assistenziali e nelle organizzazioni economiche, nell’ambito della cultura, della comunicazione, delle scienze politiche e sociali, raggiunga dopo quarantacinque anni di lavoro, tali vette, va senz’altro a costituire un alto traguardo giustamente meritevole di una specifica distinzione onorifica.

 La meritocrazia è un principio che torna ad imporsi pur nella decorazione nazionale istituita dal 1925 nel conferire lustro al lungo e fedele servizio. Chissà che oggi gli italiani vogliano dedicare ai Maestri del Lavoro un monumento ! Se non altro in quanto categoria morale di lavoratori imperterriti ma destinati all’estinzione…

Al di là delle declamazioni politiche, oggi ogni famiglia pensa seriamente al destino dei giovani e giovanissimi. Vogliamo da queste righe riconoscere ed attribuire il valore d’esempio di tanto merito, ed altresì darne atto e testimonianza, proprio in favore di loro, giovani generazioni, che vanno instradate, incoraggiate e difese.

Ci han detto che i tempi, i mercati, la globalizzazione ci abbiano inflitto la crisi; quell’epidemia che fatalmente, come una “spagnola” al contrario, giunse d’oltreoceano, a destabilizzare e stravolgere l’economia della vecchia Europa, coi suoi collegati sistemi bancari, monetari, finanziari e fiscali.  V’è chi dice che ne usciremo presto o che ne saremmo già usciti. Andiamo a chiederlo agli esodati, alle fasce sociali più deboli, alle famiglie, ai pensionati, come ai lavoratori che abbiano la forza e pazienza di restare tali con 35-40 o più anni di lavoro e contribuzione in un sistema previdenziale che va paventando l’insostenibilità. Come ai ragazzi che il percorso di lavoro e contribuzione debbono ancora iniziarlo. Avviati sui campi minati del precariato, del nero, dei sistemi di corruzione dilaganti, esposti alle mafie vecchie e nuove estese su tutto il territorio nazionale ed anche all’estero. O nei migliori dei casi sostenuti oltre i trent’anni dai sacrifici delle famiglie.

1maggio

Il caso di Fernando Crociani Baglioni, il quale per la Festa del Lavoro, riceve  al Quirinale dal Capo dello Stato, le insegne della nuova distinzione, valga come severa testimonianza di chi, nonostante la nascita e il contesto sociale d’origine, non si avvalse di alcuna raccomandazione, per l’inizio del lavoro a 19 anni. Ma volle opporre l’orgoglio del sacrificio alle avversità ed asprezze della vita, con lo studio e col diligente impegno nel lavoro. Che per la sua come per le nuove generazioni torna e si impone nella seria, imperiosa e pur sempre affascinante bellezza.

Dott.ssa Simona Cecilia Farcas

Questa voce è stata pubblicata in Euroitalia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a 1°MAGGIO, STELLA AL MERITO DEL LAVORO A FERNANDO CROCIANI BAGLIONI

  1. Futuro Insieme ha detto:

    L’ha ribloggato su Futuro Insiemee ha commentato:

    Una decorazione per l’impegno di una vita di lavoro profuso al servizio della società italiana, all’insegna dei valori etici e civili di sempre. http://wp.me/p1yHdq-8R

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...