Chi era veramente Aleksandr Solzhenitsyn?


Il saggio La “questione russa” alla fine del secolo XX, uscito in Russia nel 1994, può essere considerato il manifesto politico della Nuova Russia che doveva sorgere dalle ceneri del bolscevismo.
Nelle pagine dedicate a Ucraina, Bielorussia e Kazakhstan, Solzhenitsyn sposa tesi molto vicine a quelle fatte proprie dai nuovi ideologici del Cremlino. In un passo, intriso di nazionalismo, l’ex dissidente arriva a sostenere l’inferiorità della lingua ucraina, a contestare i confini attuali dell’Ucraina, a demonizzare il patriottismo ucraino e a teorizzare la superiorità della Russia.
“La lingua ucraina non è ancora cresciuta in dimensione verticale, raggiungendo gli strati superiori della scienza, della tecnica e della cultura […] un simile impegno culturale richiederà probabilmente più di un secolo?” e poi ancora “coloro che non hanno assunto la nazionalità ucraina subiscono limitazioni in quanto lavoratori, pensionati o proprietari di immobili”.
Chi ben conosce la storia dell’Ucraina indipendente sa che le affermazioni sulle presunte discriminazioni nei confronti della lingua russa e dei russi in Ucraina non trovano alcun riscontro nella realtà. Paradossalmente se c’è una lingua che ha subito censure e vessazioni in questi anni, attraverso politiche di neo-russificazione, è stato proprio l’idioma nazionale di Kyiv.
Per dirla con Zacharov, presidente del Gruppo Ucraino di Helsinki dei difensori di diritti umani, Solzhenitsyn è “il leader di quella cerchia di dissidenti sovietici che credono che tutto il male venga dall’Occidente”..

massimilianodipasquale

La cultura politica di Solzhenitsyn è modesta, e quasi esclusivamente russa: forse è proprio questo che gli dà la forza di fare quello che altri non hanno potuto. Le concezioni nazionali e religiose di Solzhenitsyn, le sue idee e la sua ideologia costituiscono una sfida per molti di noi, specialmente per coloro che hanno tentato una critica dello stalinismo dal punto di vista della sinistra, ovvero del socialismo dal volto umano: ma l’effetto da lui prodotto è di gran lunga maggiore del nostro. Sento quanto le mie riserve nei confronti dell’ideologo (in certa misura anche nei confronti dello scrittore, in particolare del romanziere) siano deboli e insufficienti di fronte alla sbalorditiva impresa di Arcipelago Gulag.
Così scriveva Predrag Matvejevic in una lettera indirizzata alla casa editrice di Zagabria August Cesarec nell’autunno 1974, nella quale l’intellettuale di Mostar auspicava la pubblicazione di Arcipelago Gulag anche in Jugoslavia.
La…

View original post 905 altre parole

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: