Roma, 40 mila in Marcia per la Vita 2015


“La “Marcia per la Vita” conferma il principio per il quale la vita, come diritto primario, precede ogni altro diritto, e la soppressione dei nascituri costituisce in ogni caso omicidio e non diritto.

Marcia romana per la Vita 2015

Marcia romana per la Vita 2015

Il mondo cristiano nel suo complesso, in particolare quello cattolico romano, ha dato impulso alla Marcia per la Vita di quest’anno. Cattolico e romano nel senso universale così come la Santa Chiesa si proclama in tutto l’Orbe. Ma con l’adesione ecumenica dell’Ortodossia dei fratelli d’Oriente.

Non solo le rappresentanze, ma associazioni, movimenti ed istituzioni affollavano il grande corteo che domenica, 10 maggio, assistendo all’Angelus di Sua Santità, si incolonnavano per le vie centrali dell’Urbe. Così come nelle rispettive nazioni, i cristiani di ogni confessione, come altresì i non cristiani e persino i non credenti, si riuniscono e marciano insieme nelle più grandi capitali del mondo, da Parigi a New York, da Madrid a Washington, per riaffermare il valore supremo della vita, contro l’abortismo e l’incultura della morte che pretende di sopraffare i valori eterni, i valori supremi e sacri della vita.

40.000 in marcia con le bandiere di tutto il mondo civile, di tutta l’Europa cristiana, del nuovo continente di Nord e Sud America, dall’Argentina alla Russia, dal Canada alla Nuova Zelanda, centinaia le sigle rappresentate con vessilli, striscioni, emblemi, stendardi e persino statue sacre; per dire, gridare, manifestare, cantando e pregando, dinanzi al Santo Padre in Piazza San Pietro, dinanzi all’opinione pubblica mondiale, il rifiuto dell’incultura della morte, l’opposizione dei giovani alla diffusione laicistica dell’aborto come strumento cruento di contraccezione e controllo omicida delle nascite, come sterminio di massa dei nascituri, per imporre il sessismo sfrenato, le correnti gender quali pensiero unico del mondo occidentale secolarizzato e degenerato; da estendere anche al terzo mondo cosiddetto in via di sviluppo, cui si vorrebbe diffondere l’aborto di massa ed ogni forma di azione contraria alla procreazione, come l’abbandono, lo smarrimento del rispetto per la vita umana, foriero dei tragici esodi di intere etnie disperate che dall’Africa e dall’Asia si abbattono sull’Europa ormai disarmata dei valori portanti della sua civiltà cristiana.

Tra le centinaia di movimenti presenti, si distinguevano i medici, sanitari e farmacisti, obiettori di coscienza negli ospedali pubblici, nelle cliniche, come nei dispensari, dove si distribuiscono i prodotti abortivi dei giorni successivi. Nei camici bianchi come migliaia di vessilli, dei centri di aiuto alla vita, dell’Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici, e dell’Unione Cattolica Farmacisti Italiani. Numerose le associazioni provenienti da tutta Italia, dalla Gran Bretagna alla Romania, Moldavia e Ucraina; dal Belgio, Olanda, Germania e Francia al Medio Oriente. L’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” e “Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia“, con i connazionali moldavi e bucovini della Grande Romania.

Marcia romana per la Vita 2015

Marcia romana per la Vita 2015

S.Em. Rev.ma il Cardinale Leo Raymond Burke, in capo al corteo, era attorniato da centinaia di sacerdoti in talare delle molte congregazioni e diocesi; cavalieri, dame e volontari del Sovrano Militare Ordine di Malta; dall’ “Opera Don Orione“, “Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote“, “Istituto del Verbo Incarnato“, “Fraternità Sacerdotale San Pio X“, “Fraternità San Pietro“, “Opera Familia Christi“, i “Francescani dell’Immacolata” nei classici saii grigi; seminaristi, religiosi e religiose delle molteplici diocesi italiane, nord e sud americane ed europee, i cui vescovi hanno aderito ufficialmente alla manifestazione, inviando cospicue rappresentanze. Ma notavamo altresì francescani, domenicani, benedettini, pallottini, stimmatini, gesuiti, somaschi, etc.

Il Comitato organizzatore, condotto dalla marchesa Virginia Coda Nunziante, ha raccolto e dato lettura delle adesioni dei numerosi presuli di ogni parte del mondo, di numerosi cardinali, arcivescovi e vescovi della Curia Romana, dei movimenti laicali e organizzazioni dell’apostolato religioso e sociale dei laici.
Tra le molte associazioni e movimenti cattolici, “Luci sull’Est” con il dott. Julio Loredo, “Giuristi per la Vita“, “Blog Cattolici“, “Notizie Pro Vita“, “Italia Cristiana“, “Fondazione Lepanto” con il barone prof. Roberto de Mattei, “Tradizione, Famiglia, Proprietà“, “Istituto di Studi Storici Beato Pio IX” con i suoi accademici e sodali, “Movimento per la Vita” nelle sue numerose sezioni diocesane e il “Movimento PER (Politica, Etica, Responsabilità)”; “Cappellania Universitaria di RomaTre“, “Comitato Famiglia Educazione e Vita“, “U.N.I.T.A.L.S.I.“, “Una Voce“, “Popolo della Vita“, “Scienza & Vita” nelle numerose sezioni diocesane; “Radici cristiane“, “Riscossa Cristiana“, Rivista “Maria di Fatima”. Numerose scuole parificate cattoliche con i corpi docenti e gli allievi.

Presente il patriziato romano, tradizionalmente legato al cattolicesimo militante; numerosi parlamentari e uomini politici già distintisi per coerenza ai valori fondanti della nostra civiltà, nella testimonianza della regalità di Cristo e l’animazione cristiana dell’ordine temporale. Con giornalisti e scrittori quali il dott. Fabio Torriero, alti magistrati, diplomatici, alti ufficiali ed esponenti del mondo accademico delle università pubbliche e pontificie.

Unico rammarico sull’esito eccezionale di questa “Marcia per la Vita 2015“, resti quello della scarsa attenzione e rispetto da parte dei grandi mezzi di comunicazione e dall’emittenza televisiva pubblica. Da dove troppo spesso assistiamo ad informazioni di insignificante rilevanza, ma puntuali in una congiura del silenzio su simili grandi manifestazioni in difesa dei valori primari e portanti della vita umana, nell’interesse delle generazioni giovani e di quelle avvenire.
Trascurato il dovere dello Stato di educare le coscienze, difendendo la famiglia come prescritto dal dettato costituzionale.
Troppo spesso la “Marcia per la Vita” è stata ridotta dai mass-media ad una mera manifestazione anti-abortista contro qualcosa o contro qualcuno o contro una specifica legge. E non si è adeguatamente rappresentata l’imponente Marcia, quale un’alta manifestazione internazionale  dei valori di difesa della vita, di propaganda per diffondere la cultura della vita, in favore e in aiuto di quella disperazione umana, quasi sempre giovanile e minorile, che la società non contrasta adeguatamente educando, ma che, anzi, fomenta con il ricorso spregiudicato  all’aborto di massa.

La “Marcia per la Vita” conferma il principio per il quale la vita, come diritto primario, precede ogni altro diritto, e la soppressione dei nascituri costituisce in ogni caso omicidio e non diritto.

Fernando Crociani Baglioni

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